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Giornalisti in piazza a Viterbo,Terni e Roma: “Non solo la cronaca giudiziaria, ma anche la nera”

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Il tribunale

Il tribunale di Viterbo


Viterbo – (sil.co.) – Presunzione di innocenza, i giornalisti viterbesi hanno partecipato questa mattina alla mobilitazione indetta dai cronisti romani a piazzale Clodio, distribuendo volantini di sensibilizzazione agli addetti ai lavori del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino nel capoluogo.

Tra loro i giudici togati Elisabetta Massini e Francesco Rigato, il presidente del tribunale Eugenio Turco, il presidente dell’ordine degli avvocati Stefano Brenciaglia, il presidente della camera penale Roberto Alabiso e la pm Chiara Capezzuto, quest’ultima anche per il procuratore capo Paolo Auriemma, oggi assente.

“Sui temi che riguardano la professione siamo tutti dalla stessa parte”, ha tenuto a sottolineare Guido D’Ubaldo, presidente dell’ordine dei giornalisti del Lazio, presente all’incontro che si è tenuto nella capitale.

Al presidio hanno aderito Usigrai, Ordine dei Giornalisti del Lazio, ControCorrente Lazio, Articolo 21, Rete NoBavaglio – Liberi di essere informati, Libertà e Giustizia Lazio, Libera Informazione, GayNet, Sindacato Cronisti Romani, Associazione Stampa Romana e The Women Sentinel. Giornalisti mobilitati, oltre che a Viterbo, anche a Terni. 


– Presunzione di innocenza, giornalisti in piazza anche a Viterbo


I giornalisti si oppongono con fermezza: “A chi tenta di relegarci a solo megafono per veline ‘di regime’, rinunciando al nostro diritto dovere verso la comunità di raccontare i fatti: non è questa la democrazia. Per questo chiediamo il ripristino immediato di un adeguato scambio di informazioni che risponda almeno al buon senso piuttosto che alla declinazione fallata e fuorviante di una norma europea il cui spirito (che condividiamo) è stato ampiamente travisato nell’adozione legislativa italiana”.


Tribunale di Roma - Mobilitazione dei giornalisti

Tribunale di Roma – Mobilitazione dei giornalisti


“Questo provvedimento viene utilizzato in maniera strumentale per non far conoscere i fatti all’opinione pubblica. È stata utilizzata la direttiva europea per provare a regolare i conti con la stampa”, ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.

Da qui la richiesta al nuovo governo e al nuovo parlamento di rivedere “il meccanismo che ha portato a questo deterioramento dei rapporti che rischia di privare tutti i cittadini (non solo a Roma, ma in tutta Italia) della conoscenza effettiva di ciò che succede nelle loro città”.

“La presunzione di innocenza deve essere letta insieme alle querele Bavaglio: il 90% vengono archiviate. Spesso vengono fatte appositamente e contro i precari”, ha sottolineato Beppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana.

“Tra di noi ci sono molti freelance molti precari che stanno lavorando anche adesso. Lavorano sempre”, ha ricordato Alessia Marani, cronista (con un passato nelle redazioni di due quotidiani viterbesi) nonché presidente del fondo pensione complementare dei giornalisti italiani.

“Questa iniziativa è nata da una mobilitazione spontanea e non riguarda solamente la giudiziaria, ma anche la cronaca nera”, ha tenuto a precisare Marani. 


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