Un’auto della polizia all’ospedale di Belcolle
Viterbo – (sil.co.) – Riprenderà a dicembre con i testimoni della difesa il processo a un trentenne viterbese sottoposto da un anno alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla ex, una ventenne che lo accusa di averla presa a bastonate e di averla picchiata anche mentre era incinta.
Circostanze confernate all’ultima udienza dalla sorella e dalla madre della presunta vittima che a distanza di meno di due anni dalla convivenza, iniziata durante il lockdown del 2020, a novembre dell’anno scorso ha denunciato il padre di suo figlio, dopo essere finita al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle in seguito all’ennesimo litigio sfociato per lei in un pestaggio.
Nel corso di una delle liti più furibonde, mentre lei, incinta, infilava le sue cose in capienti sacchi per l’immondizia per tornare dai genitori, lui avrebbe dato fuoco in giardino a tutto ciò che la compagna non era riuscita ad arraffare. “Io prendevo da una parte, lui bruciava dall’altra”, avrebbe detto alla madre, che ha ricostruito l’episodio davanti ai giudici del collegio.
La sera del 31 ottobre 2021, il padre l’avrebbe fatta spogliare per vedere se, oltre alle parti scoperte, ci fosse altro, scoprendo che era stata picchiata con un manico di scopa e che aveva lividi su tutto il corpo. “La mattina dopo, il primo novembre, l’abbiamo portata in ospedale – ha proseguito la madre, sottolineando su richiesta del difensore Francesco Massatani – davanti a noi lui non ha mai alzato le mani su nostra figlia. Solo un’altra volta è venuta con un segno sullo zigomo, ma ci disse che era stato il cane”.
Il primo novembre 2021 la presunta vittima, sentita come parte offesa alla prima udienza dello scorso 29 giugno, dopo essere finita al pronto soccorso, medicata con una prognosi di 7 giorni, ha lasciato e denunciato il compagno, colpito dal divieto di avvicinamento e finito a processo col giudizio immediato per maltrattamenti in famiglia.
Articoli: Prende a scopate la ex, i suoceri: “Nostra figlia aveva lividi su tutto il corpo” – “Botte e insulti anche quando ero incinta”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
