Paolo Gianlorenzo
Viterbo – (sil.co.) – Macchina del fango, il processo va avanti. Per ora niente prescrizione, nonostante sia da tempo nell’aria. Intanto un avvocato di parte civile si dice pronto a ricorrere in appello per ottenere la riqualificazione del reato contestato a Paolo Gianlorenzo da tentata estorsione a estorsione consumata.
E’ l’avvocato Giacomo Barelli, che assiste Daniele Camilli, uno dei giornalisti minacciati di licenziamento nel 2011, ai tempi in cui l’imputato dirigeva l’Opinione di Viterbo, se non avessero accettato una riduzione di stipendio e poi effettivamente licenziato.
“Con tanto di lettera di licenziamento acquisita agli atti del processo. Circostanza confermata anche dagli altri giornalisti coinvolti nella vicenda”, ha ribadito ieri Barelli, anticipando le sue intenzioni, a margine dell’udienza davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini che, escludendo la prescrizione per il reato di tentata concussione contestato all’ex assessora regionale Angela Birindelli, ha rinviato l’udienza al 16 e al 23novembre per sentire tutti i restanti testimoni dell’accusa.
Camilli è l’unico del famoso gruppo dei 6 cronisti ribelli che, dopo avere dato via alla maxinchiesta, ampliata alla regione Lazio e al Vinitaly, si sia costituito parte civile contro Gianlorenzo. Fatti datati. L’inchiesta denominata “IV Potere” si è chiusa nella primavera del 2012. Otto gli imputati tra i quali, oltre al cronista, l’ex assessora regionale Angela Birindelli, l’ex patron della Viterbese calcio e imprenditore Giuseppe Fiaschetti; la giornalista Viviana Tartaglini; l’impiegato dell’agenzia delle entrate Luciano Rossini; l’ex dipendente della Asl, Sara Bracoloni; l’ex direttore dell’assessorato all’agricoltura, Roberto Ottaviani; l’ex commissario straordinario dell’Arsial, Erder Mazzocchi.
Tra le parti offese spicca il parlamentare di Forza Italia, Francesco Battistoni. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi ha fatto sapere ieri che tra i prossimi testi ci sarà anche Stefano Bizzarri, dipendente Arsial, capo dell’opposizione al comune di Bagnoregio, che per motivi politici sarebbe stato “inviso” all’assessora Birindelli la quale, per una semplice antipatia, avrebbe preteso di cacciarlo da un workshop per il cinipide del castagno. Motivo per cui è accusata di tentata concussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
