Viterbo – Un’aula del tribunale – foto d’archivio
Viterbo – (sil.co.) – Massacrato di botte con una spranga, condannati dopo sette anni per lesioni aggravate gli aggressori. Tra loro c’è Roberto Vestri, che ha così collezionato l’ennesima condanna.
E’ il 26enne viterbese, che sta scontando nel carcere di Mammagialla otto anni e otto mesi di reclusione (stessa pena al complice) per la rapina sfociata in tentato omicidio che la sera del 13 ottobre 2019 ha ridotto in fin di vita in via della Pettinara, una traversa di piazza della Rocca, Giovanni Maria Farina, il 59enne di Allerona rimasto in coma per mesi in seguito all’aggressione.
Assistito dallo storico difensore Giuseppe Sinatra, ieri è stato condannato in primo grado a otto mesi di reclusione per lesioni aggravate dal giudice Elisabetta Massini, che ha invece inflitto una pena di un anno di carcere ai presunti complici del pestaggio, R.V. e S.M., di 33 e 34 anni, difesi dall’avvocato Samuele De Santis. Solo il 34enne ha potuto usufruire del beneficio della sospensione condizionale della pena.
Il giudice ha inoltre condannato i tre imputati a risarcire la vittima, un 35enne difeso dall’avvocato Luigi Mancini che si è costituito parte civile, riconoscendo alla parte offesa una provvisionale di duemila euro. Il 35enne, a causa delle botte ricevute, è stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di 40 giorni.
I fatti risalgono al 26 agosto 2015, quando il 35enne sarebbe stato accerchiato e malmenato dal terzetto per motivi mai del tutto chiariti nel corso del processo, forse per un debito oppure per dei telefonini. Non è mai stato del tutto chiarito neanche l’arma che avrebbero utilizzato per colpirlo, se una spranga di ferro, un piede di porco oppure un’asta di alluminio.
Parla chiaro invece il referto dei sanitari di Belcolle, in cui vengono descritte lesioni personali consistite in un trauma toracico addominale con contusioni polmonari del polmone sinistro, infrazione dell’osso nasale destro e infrazione delle quarta costola sinistra, giudicate guaribile in quaranta giorni.
Vestri, il 28 ottobre 2019, quando era già in carcere per l’aggressione di via della Pettinara, è stato condannato ad altri dieci mesi di reclusione in primo grado, per porto di coltello proibito e lesioni aggravate ai danni di un altro italiano e di due giovani d’origine romena. Li avrebbe accoltellati da solo a San Pellegrino, la notte tra il 19 e il 20 dicembre 2015, pochi mesi dopo l’episodio per cui è stato condannato ieri a 8 mesi di reclusione dal giudice Elisabetta Massini.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
