Civitavecchia – (p.cas.) – Il porto riparte dopo la crisi, Musolino: “Civitavecchia-Orte e Marina Yachting volani di sviluppo”. Il presidente dell’autorità di sistema portuale risponde sulle questioni di grande attualità: bilancio, corte dei conti e traffici in crescita, ma anche sui progetti in cantiere.
Pino Musolino
Il ruolo fondamentale di un hub sempre più “cuore pulsante” del turismo in Italia, con i traffici in crescita, anche in ambito merceologico e il fardello della pandemia finalmente alle spalle. Il presidente dell’autorità di sistema portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta Pino Musolino traccia un bilancio dei suoi primi due anni di gestione a Molo Vespucci. Come lo scalo marittimo ha superato la crisi legata al covid, quali sono le ricette per uscire da dinamiche di bilancio complesse e infine uno sguardo verso il futuro, dove il porto dovrà essere ancora protagonista e in grado di cogliere al volo le opportunità del Pnrr.
Presidente Musolino, gli ultimi dati sui traffici dei primi nove mesi del 2022 segnano tutti un dato positivo. Se lo aspettava?
“Magari non in queste proporzioni, ma direi di si. C’era molta fiducia. L’aspetto più importante è che registriamo un +1,6% complessivo di crescita anche rispetto al 2019, ovvero sia in epoca pre-covid. È chiaro che si sta lavorando per diversificare, bisogna far crescere i traffici commerciali e in questo senso stanno arrivando delle risposte concrete. Le opportunità non mancano, grazie anche ad alcuni vantaggi come i nostri fondali competitivi e uno spazio retro-portuale importante”.
Civitavecchia – Una nave da crociera ferma al porto
La Civitavecchia-Orte a che punto è? E quanto è strategica questa opera per il porto?
“Il completamento lo aspettiamo a breve, avrà un ruolo di collettore decisivo e fondamentale per molte attività economiche”.
Lei si è insediato alla fine del 2020. Quali erano le principali criticità di bilancio che ha ereditato?
“Ho un trovato un esercizio economico bocciato dal comitato di gestione e un parere negativo dei revisori. Insomma, un disastro. Non fossi arrivato io in quel momento l’ente sarebbe stato commissariato. Abbiamo fatto un grande lavoro di “pulizia”, risolvendo vertenze delicate come quelle di GTC, Port Mobility e Pas. Se un ente come il nostro passa da 70 milioni di euro a 40 milioni di entrate non ci vuole un manager top per capire che la baracca non può reggere. L’obiettivo ora è aumentare le entrate, il crocierismo da solo non può bastare”.
Civitavecchia – Navi da crociera ferme al porto
La corte dei conti ha recentemente segnalato degli “sprechi” nella spesa corrente e nei premi di produttività al personale relativamente a gestioni passate. Anche per lei è arrivato un invito a dedurre. Come l’ha presa?
“Con un po’ di sorpresa, nel senso che mi si contesta che avrei potuto fare di più nel rivedere certe spese del passato. Io però non sono lo sceriffo di Nottingham, non potevo andare col macete, anche perché il livello di contenziosi in cui è precipitata l’adsp è già alto. Ovviamente sono estremamente sereno, nel senso che, a differenza di altri che hanno amministrato prima di me, al sottoscritto vengono contestani “solo” 13 mila euro e la presunta responsabilità di non avere avuto una mano più pesante nel ristabilire certi parametri imposti da qualcun’altro. Io però ho deciso di non fare scelte devastanti. Qui è come se fossimo partiti con 10 punti di penalizzazione in un campionato di calcio, per recuperare ci vuole tempo”.
Fra le opere più attenzionate c’è il Marina Yachting. Cosa vuole dire per il territorio la realizzazione di questo progetto?
“Significa tante cose, il recupero del porto di Traiano, la riqualificazione dell’area, mettere a disposizione un pezzo di scalo ai cittadini. E poi delle possibilità occupazionali, se è vero che si parla di una potenzialità di circa 200 posti di lavoro. Senza dimenticare i fattori legati all’accoglienza per bar, ristoranti e alberghi. Inoltre puntiamo ad ospitare una fascia molto alta dal punto di vista delle imbarcazioni”.
Cosa ne pensa del progetto di eolico off shore, spinto soprattutto dal Movimento 5 stelle alla regione Lazio?
“Credo molto nelle iniziative di transizione ecologica ed energetica. Il fattore importante però è che devono stare in piedi, in modo da incidere positivamente sia a livello di entrate che di uscite”.


