Viterbo – “Nella Tuscia il 74,5% delle donne che si sono rivolte al centro Penelope ha subito una violenza intra familiare, cioè tra le mura domestiche e il 92,2% ha subito tipologie di violenza multipla”. “Sono poi 169 le donne prese in carico dal centro da marzo del 2021 a novembre 2022. Di queste, 46 tra marzo e novembre di quest’anno”.
Il convegno in sala Regia nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Sono i dati resi noti questa sera da Marta Nori e Carla Centioni del centro antiviolenza Penelope di Viterbo (Cav) durante il convegno nella sala Regia di palazzo dei Priori “Costruzione di nuovi modelli culturali, la donna al centro” organizzato dall’assessorato alle politiche sociali del comune di Viterbo nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Marta Nori
Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di tutte le autorità politiche, istituzionali e associative del territorio. prima i saluti istituzionali, poi gli interventi che hanno calato nello specifico uno dei fenomeni più agghiaccianti, la violenza contro le donne. Nelle sale attorno, la mostra organizzata dal comune di Viterbo assieme a Cna, associazione italiana città della ceramica e liceo artistico Francesco Orioli.
Carla Centioni
Secondo l’Istat, Istituto nazionale di statistica, dai dati relativi al 2021 emerge che le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono 139 (45,9% del totale), 39 uomini e 100 donne. Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019). I minorenni sono uccisi da persone che conoscono. Inoltre, dai dati Istat emerge che è straniero il 19,1% delle vittime, di cui il 63,8% sono uomini e il 36,2% donne. In totale, nel 2021 i dati Istat riportano 104 femminicidi, su 119 omicidi con una vittima donna.
Il convegno in sala Regia nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne
“Il 26% delle donne che ha avuto accesso al centro antiviolenza di Viterbo – ha poi proseguito Marta Nori – ha un’età media di 30-39 anni. Il 23% 50-59, il 21% 40-49 e il 20% 16-29 anni. La restante parte ha un’età compresa tra i 60, i 70 anni e oltre. Il 66% sono italiane e il 39% straniere. La maggior parte delle donne è venuta in contatto con il centro attraverso le forze dell’ordine (43%), altre in modo autonomo (38%) e altre ancora attraverso parenti o conoscenti (5,6%) oppure il percorso rosa tramite l’ospedale (3,4%). Il numero telefonico 1522 ha infine accolto e indirizzato il 7% delle richieste da parte delle donne. La maggior parte delle donne inoltre sono occupate (47%), altre in cerca di occupazione o disoccupate (33%), mentre 2% si è ritirata dal lavoro. Per quanto riguarda il titolo di studio, il 53% è diplomata, il 23% ha la terza media e il 18% è laureata. Infine, il 74,5% delle donne che si sono rivolte al centro ha subito una violenza intra familiare e il 92,2% ha subito tipologie di violenza multipla”.
Daniele Camilli



