Viterbo – Non solo quattro anfore, ma un tesoro ancora più prezioso. Nei due pacchi recapitati in forma anonima al museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz, c’erano oltre venti vasi etruschi di diverse dimensioni. Tutti “autentici”, come spiega la direttrice del polo museale Sara De Angelis, “risalenti con ogni probabilità al periodo etrusco e databili tra l’ottavo e il secondo secolo avanti Cristo”.
Viterbo – Le anfore al Museo Rocca Albornoz
I reperti storici sono stati lasciati al museo martedì 25 ottobre, intorno alle 15,30. Due pacchi anonimi, affidati da un signore a due giovani passanti che si trovavano a piazza della Rocca, e poi fatti consegnare al museo. All’interno il tesoretto e una lettera, in cui l’uomo avrebbe spiegato il perché dell’inusuale gesto. “I reperti – riporta una parte dello scritto -, sono stati trovati nella zona di San Cataldo, all’Acquarossa”. Sarebbero stati custoditi per anni dalla sua famiglia ma, dopo essere stato in dubbio sul da farsi per molto tempo, “ho trovato utile lasciarli al museo Rocca Albornoz”, avrebbe concluso.
I venti vasi, che ora dovranno essere autenticati da esperti, sono in buone condizioni di conservazione, anche se “sono stati in parte restaurati da chi li aveva. Non sono stati rovinati – precisa -, ma diversi frammenti che si sono staccati, sono stati riattaccati da chi li ha ritrovati”.”
Viterbo – Le anfore al Museo Rocca Albornoz
“Ora il materiale è nella nostra disponibilità – spiega la direttrice del polo museale -, ma è sotto sequestro, dal momento che la magistratura deve accertarne la provenienza”. Solo quando l’intero iter burocratico sarà concluso, le opere potranno essere riconsegnate ufficialmente allo stato e potranno essere esposte. “Per farle ammirare ai turisti, agli appassionati, ma anche ai tantissimi curiosi che si sono appassionati a questa storia, che ha generato un’eco mediatica non indifferente”, spiega la direttrice De Angelis.
Il riferimento è ovviamente all’allarme bomba che quei due scatoloni recapitati in forma anonima al museo, ha generato. Pensando ad un pacco esplosivo, infatti, il personale del museo martedì pomeriggio ha chiamato subito la polizia che è arrivata sul posto. Squadra volante, Digos e, in seguito artificieri, sono entrati all’interno del cortile della Rocca Albornoz per esaminare le scatole. Messa in sicurezza l’area, grazie a specifiche apparecchiature e strumentazioni, è stato possibile scoprire il reale contenuto dei pacchi. Con non poco stupore dei presenti.
Viterbo – Le anfore al Museo Rocca Albornoz
“È la prima volta che mi succede una cosa del genere – sottolinea la direttrice del museo -, è capitato in passato che altre persone ci consegnassero reperti e cocci etruschi. Ma mai così, all’interno di un pacco con su scritto ‘fragile’ e con mittente ignoto. La sorpresa – ammette e conclude -, è stata più che piacevole e ora non vediamo l’ora di averli all’interno delle nostre teche”.
Barbara Bianchi
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