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A palazzo Gentili il convegno sullo stress post traumatico nei lavori tra i militari e le forze dell’ordine

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Sara Ronconi

Sara Ronconi

Rachele Magro

Rachele Magro

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 23 novembre 2022 verrà svolto all’interno del palazzo della provincia, nella sala conferenze “Benedetti” in via Saffi 49, il convegno Non parlarne è un suicidio. 

L’evento, nato dalla collaborazione tra Siamo esercito e L’altra metà della divisa, due realtà che nel Lazio ormai hanno una certa importanza, il primo per quanto riguarda i sindacati militari e l’altro per quanto riguarda il supporto psicologico specializzato proprio ai componenti delle forze armate e forze dell’ordine. 

Grazie alla gentile collaborazione e al patrocinio del comune di Viterbo e della provincia di Viterbo, si terrà un importante appuntamento volto alla spiegazione dei fenomeni derivanti dallo stress post traumatico afferente l’impiego dei militari e delle forze dell’ordine, impegnate costantemente alla salvaguardia delle popolazioni e delle libere istituzioni, con la contestuale necessità di debellare il germe insito in questa criticità, scongiurando intenti suicidi di tutti quei professionisti dediti al mantenimento della pace e dell’ordine; garantendo altresì il giusto risalto alle argomentazioni che inficiano le famiglie di queste persone, con tutti i risvolti sociali e psicologici che ne derivano. 

L’evento avrà inizio alle 9 con il saluto delle autorità intervenute, nello specifico il presidente della provincia di Viterbo Alessandro Romoli e la sindaca del capoluogo della Tuscia Chiara Frontini, per poi proseguire con la presentazione dei progetti per lo studio, la prevenzione e gli interventi da adottare per la prevenzione nelle forze armate e dell’ordine.

L’esegesi sui temi correlati al gravoso argomento saranno esposti da professionisti e dirigenti psicologi dell’Asl di Viterbo, con la paritetica collaborazione di esponenti dei sindacati dei carabinieri, polizia e polizia penitenziaria e finanza. 

Il Siamo, nella persona del segretario regionale Lazio e responsabile nazionale del dipartimento Discriminazioni e molestie, Sara Ronconi, è da sempre parte attiva in queste battaglie e vuole essere al fianco di queste persone coinvolte in una guerra contro un malessere subdolo che sfocia come una piaga e lascia in eredità retaggi spesso taciuti che finiscono con il colpire le famiglie degli stessi con profonde lacerazioni psicologiche e sociali, così come L’altra metà della divisa è e sarà sempre a fianco dei nostri militari per affrontare qualsiasi tipo di difficoltà emotiva per evitare che si sfoci in tragedie irreparabili. 

Sara Ronconi
Segretario regionale Siamo esercito Lazio


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