Bruxelles – Continua il braccio di ferro tra Italia e Francia sui migranti. Al consiglio straordinario dei ministri europei sui migranti in corso a Bruxelles, Parigi ha infatti avvertito che non ci saranno ricollocamenti se Roma “non prende le navi e accetta la legge del mare e del porto sicuro”.
Una barca con a bordo migranti
Lo ha affermato, a quanto si apprende, il ministro degli interni francese Gerald Darmanin. “Se l’Italia non prende le navi e non accetta la legge del mare e del porto sicuro non c’è motivo che i paesi che fanno ricollocamenti siano Francia e Germania – ha affermato Dermanin -, che sono quelli che accolgono le navi e sono gli stessi che accolgono direttamente i migranti dall’Africa e dall’Asia”.
Stando a quanto riporta l’Ansa, che cita fonti di governo, nel corso del consiglio straordinario a Bruxelles i partecipanti avrebbero poi concordato sulla “necessità di stabilire, in una cornice concertata a livello Ue, delle regole certe per i soggetti, anche privati, che operano nel Mediterraneo”.
“Insieme ai miei colleghi europei oggi abbiamo adottato un piano d’azione di emergenza proposto dalla Commissione europea in modo che lo scenario Ocean Viking non si ripeta – ha poi scritto su Facebook Gerald Darmanin -. La gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo è un problema europeo che richiede soluzioni europee”.
Secondo il ministro degli interni francese, questo piano d’azione prevede tre direttrici. La prima sarebbe quella di “prevenire meglio le partenze irregolari, creando le condizioni affinché i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo designino porti sicuri e migliorando l’efficacia della politica di rimpatrio dell’Ue e dei suoi stati membri”. La seconda, invece, quella di “inquadrare meglio l’azione delle Ong, specificando i diritti e gli obblighi che si applicano alle navi che effettuano operazioni di salvataggio e istituendo un quadro per la cooperazione tra gli stati del mediterraneo e le Ong per un maggiore coordinamento”.
Infine, “perseguire l’adozione del patto asilo/migrazione, unico modo per attuare una politica veramente efficace per la gestione dei flussi migratori su scala europea, rispettando un equilibrio tra la solidarietà necessaria e la responsabilità essenziale. Dobbiamo uscire da una situazione in cui gli stessi stati sono chiamati a ricevere navi ed effettuare ricollocazioni da altri stati membri”.
