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Parla il ristoratore accusato di rapina col boss di mafia viterbese: “Sono innocente e lo dimostrerò”

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Antonio Loria

Antonio Loria


Viterbo – (sil.co) – Accusato di avere pianificato col boss di mafia viterbese Giuseppe Trovato la rapina alla gioielleria Bracci del 14 marzo 2018, il ristoratore Antonio Loria, che da sempre si dice innocente, non si dà pace e si sente come un leone in gabbia in attesa che il processo entri nel vivo, la prossima primavera, quando saranno però sentiti solo testi dell’accusa.

Risale invece alla primavera del 2020, ai tempi del lockdown, la notizia della richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero Franco Pacifici. Nel frattempo sono trascorsi oltre quattro anni e mezzo dal colpo messo a segno da due banditi armati e da due donne che facevano da palo in macchina, una delle quali incinta. 

Antonio Loria parla tramite il difensore, l’avvocato Samuele De Santis, che ha predisposto una lista di testimoni di spicco da citare davanti al collegio del tribunale di Viterbo quando sarà il suo momento.

“Il mio assistito vuole prendere posizione sulle illazioni che vengono fatte sul suo coinvolgimento nella vicenda della rapina alla gioielleria Bracci e del presunto traffico di sostanza stupefacente”, dice il legale. “Si reputa, e lo dimostrerà, del tutto estraneo a queste vicende assolutamente distanti dal suo modo di comportarsi”, prosegue il legale.

“Da anni ormai ho investito nel capoluogo della Tuscia e la mia ristorazione, allora come ora, è assolutamente riconosciuta come eccellente. Mai mi sono macchiato di crimini di tal fatta e le ignobili accuse mosse da personaggi davvero poco credibili potranno essere verificate dal tribunale al quale ci rivolgiamo con la certezza di veder riconosciuta la verità”, tiene a dire Loria. 

Quindi la promessa da parte del difensore di citare testimoni pesanti: “Quelle persone che nelle indagini, molto probabilmente per alleggerire la propria posizione lo hanno coinvolto, dovranno sfilare e spiegare la reale ricostruzione dei fatti”.


Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo – La rapina alla gioielleria Bracci del 14 marzo 2018


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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