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Quella notte che uccisero Pasolini, grande intellettuale e poeta…

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Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia


Soriano nel Cimino – Ricorre oggi il quarantasettesimo anniversario (2 novembre 1975 – 2015) della tragica morte dello scrittore, regista e poeta, Pier Paolo Pasolini.

La mattina dopo avrebbe dovuto recarsi a Chia, dove da qualche anno abitava all’interno di una costruzione medievale cinta da mura perimetrali e eretta, in prossimità del Fosso Castello, in un luogo elevato e scosceso.

Pasolini quel giorno avrebbe dovuto incontrarsi, con alcuni amici, nella sua residenza viterbese, nella frazione di Soriano nel Cimino, com’era solito fare, per passare una domenica in compagnia, lavorare e scrivere, nel piccolo borgo dove lui era diventato proprietario di una torre medioevale.

Ad aspettarlo, tra gli altri, Desiderio Valli detto Riccardo, e tutta la sua famiglia, abitante proprio nella casa addossata alla chiesetta che si affaccia sulla piazzetta di Chia.


Chia - La torre di Pasolini

Chia – La torre di Pasolini


Pasolini si ritirava nella pace di Chia anche per lavorare alla sua ultima opera, rimasta incompiuta, che aveva il titolo “Petrolio”. Un romanzo sul potere economico italiano, delle duemila pagine previste lo scrittore ne ha potuto ultimare solo cinquecento, con il quale voleva fare un sunto su tutto ciò che sapeva e che non era stato detto prima in modo chiaro.

E’ passato tanto tempo da quel tragico giorno e sarebbe bello che la provincia e la città di Viterbo ricordassero ufficialmente la passione da lui profusa, tra l’altro, nella valorizzazione della cultura e del territorio viterbese, dove lui ha abitato per circa cinque anni, in particolare a Chia frazione di Soriano nel Cimino, nel “paesaggio più bello del mondo” quando la “Befana consumista” non era ancora passata, riconoscendogli di essere stato, tra le altre cose, promoter importante per il riconoscimento statale della Libera Università della Tuscia.

Tanto è stato scritto e detto, in ormai quasi mezzo secolo, su Pierpaolo Pasolini, anche in rapporto alla provincia di Viterbo, dove lui ha anche girato le scene d’importanti film, ed è ancora utile oggi, anche se dopo tanto tempo, fare appello a tutti per valorizzare in diversi modi il suo impegno per la crescita culturale del territorio viterbese.


Pasolini a Chia

Pasolini a Chia


Il rischio della perdita della memoria, anche della dimenticanza dei sentimenti e degli affetti, ci deve stimolare a ricordare il nostro importante passato che rischia di cadere facilmente nell’oblio. Fortunatamente in quasi tutte le città d’Italia il comportamento è diverso da quello delle istituzioni viterbesi.

In ogni caso Tusciaweb si impegnerà sempre per ricordare il poeta, il regista e lo scrittore Pasolini e invita i sindaci e le istituzioni a dedicare spazi pubblici, una via o altro luogo, al grande intellettuale. Specialmente in questo anno corrente che è il centesimo dalla nascita.

Silvio Cappelli


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