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Viterbo – “Una vita vissuta con amore, forza, passione, presenza. Raffaele Caiazza è stato tutto questo. È stato un operatore di pace, una persona che ha voluto costruire qualcosa di bello per sé e per gli altri”. Questa mattina i funerali dell’imprenditore di 63 anni vittima di un terribile incidente vicino a Ponte dell’Elce a Viterbo, il 10 ottobre quando è stato investito da un’automobile che lo ha sbalzato a metri di distanza.
A celebrare i funerali, nella basilica di Santa Maria della Quercia, don Massimiliano Balsi. Tantissime le persone presenti. La chiesa è piena, molti restano fuori in attesa. Tra loro che l’ex sindaco della città Giovanni Arena, Sergio Insogna ed Enrico Contardo, anche loro della precedente amministrazione. Tutti che si sono stretti attorno ai familiari di Caiazza.
“Raffaele consegna a noi l’amore – ha proseguito don Massimiliano -, il dono che ha sostenuto e motivato la sua vita. Una vita vissuta con amore, forza, passione, presenza”.
“In questo momento, accanto alle lacrime e al dolore dobbiamo far prevalere il sentimento di gratitudine per Raffaele. Per raccogliere i frutti di una vita. Una vita in cui Raffaele ha vissuto e ha donato. Questo deve dare coraggio, un coraggio che deve spingere ad essere migliori”.
Raffaele Caiazza è stato investito il 10 ottobre a Ponte dell’Elce, nel primo pomeriggio. Un violentissimo urto contro un’auto, un’Audi di colore grigio metallizzato che viaggiava in direzione Roma.
“Il suo impegno nella vita sociale è stato costante – ha proseguito il sacerdote durante la sua omelia -, così come il suo impegno per la pace. Viviamo in un tempo difficile. Ma non bastano le parole, c’è bisogno che ciascuno faccia la sua parte. Come ha fatto Raffaele”.
“Raffaele è stato un operatore di pace, una persona che ha voluto costruire qualcosa di bello per sé e per gli altri. La pace vera è pienezza di vita e di gioia. Una pace che tutti siamo chiamati a realizzare e a donare”.
Caiazza, imprenditore del settore rottami ed ex presidente della Virtus Pilastro, era stato ricoverato in rianimazione in condizioni gravissime. E dopo quasi un mese in ospedale in coma farmacologico, è morto.
“Conserviamo nel nostro cuore, come dono prezioso – ha concluso don Massimiliano Balsi – ciò che lui ci ha offerto nel corso della nostra esistenza. Per costruire insieme un orizzonte di vita. Raffaele non scompare, ma continuerà a sostenere e ad accompagnare il cammino dell’esistenza di tutti quanti noi”.
Daniele Camilli
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