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Salpavano dalla Tunisia per trasportare illegalmene i migranti in Sicilia, 12 arresti

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Caltanissetta – Operazione di polizia all’alba contro un gruppo di presunti scafisti. 12 persone sono state infatti arrestate per “associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, mentre sono ancora in corso le ricerche di altri 6 presunti appartenenti all’organizzazione. Secondo gli inquirenti, gli indagati lucravano sui migranti con un tariffario tra i 3 mila e i 5mila euro a persona per trasportarli dalla Tunisia al porto di Gela, in Sicilia, con guadagni fino anche a 70mila euro per viaggio.


Caltanissetta - La presunta organizzazioni di scafisti nelle immagini della polizia

Caltanissetta – La presunta organizzazioni di scafisti nelle immagini della polizia


La base operativa della presunta organizzazione si troverebbe alla periferia di Niscemi all’interno di una vecchia masseria. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero avuto vari punti strategici dislocati in più centri siciliani e avrebbero impiegavano piccole imbarcazioni, munite di potenti motori fuoribordo, per trasportare dalle coste siciliane a quelle tunisine dalle 10 alle 30 persone per volta, esponendole a grave pericolo per la vita.

Il prezzo per il viaggio, pagato in contanti in Tunisia prima della partenza, si sarebbe aggirato tra i 3mila e i 5mila euro con un guadagno per l’associazione tra i 30mila e i 70mila euro per ogni singolo viaggio.

Il denaro raccolto in Tunisia, stando a quanto emerso dalle indagini, veniva poi inviato in Italia attraverso agenzie internazionali specializzate in servizi per il trasferimento di denaro, per essere successivamente versato su carte prepagate intestate agli arrestati. Parte della somma sarebbe poi stata reinvestita per aumentare i profitti dell’associazione, nell’acquisto, ad esempio, di nuove imbarcazioni da utilizzare per le traversate.

Le indagini sono iniziate nel 2019 quando, all’imbocco del porto di Gela, si è incagliata una barca in vetroresina. Il natante, segnalato da un pescatore del luogo, risultava rubato e utilizzato per far sbarcare decine di persone dalla Tunisia. Sarebbero state decine i viaggi organizzati dalla presunta associazione.


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