Viterbo – Scarpette rosse in ceramica e non solo, per dire no alla violenza sulle donne. L’iniziativa Cna quest’anno arriva a palazzo dei Priori, il 25 novembre, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Le creazioni di artiste e artigiane, esposte nelle sale comunali, si uniscono al convegno su Costruzione di nuovi modelli culturali “La donna al centro”, previsto alle 16,15, mentre le opere si potranno ammirare per l’intera giornata.
Scarpette rosse e convegno – La presentazione
“È il quarto anno – spiega Luigi Melaragni (Cna) in conferenza stampa nella sala del consiglio – che organizziamo l”iniziativa a Viterbo con l’amministrazione e la collaborazione del liceo artistico Orioli. Stavolta, l’esposizione in questo luogo fantastico. Con l’assessora Notaristefano abbiamo pensato di unirla al convegno”.
Franco, Frontini e Notaristefano
Scarpette rosse, ma artiste e artigiane hanno sviluppato anche creazioni, sempre in ceramica, legate al numero verde antiviolenza, il 1522.
“Alla fine – anticipa Melaragni – diventeranno un’opera collettiva e stabiliremo dove posizionarla”.
A palazzo dei Priori si punta ad andare oltre il 25 novembre, attenzione continua su un tema così drammaticamente delicato. “Ci si aspetta molto – fa notare la sindaca Chiara Frontini – da un’amministrazione guidata per la prima volta da una donna”.
Il convegno, invece, come sottolinea l’assessora Patrizia Notaristefano (Servizi sociali) vuole proporre uno spaccato della realtà che ci circonda. “L’obiettivo – precisa Notaristefano – è gettare le basi di una collaborazione continua e concreta, che si ripeta nel corso di tutto l’anno, in modo che ogni 25 novembre sia momento per fare il punto e proseguire”.
Mentre il collega Silvio Franco (Sviluppo economico) sottolinea come spesso la violenza sia figlia di un disagio generale, anche economico. “Abbiamo pensato – sottolinea Franco – di unire il convegno alla parte artistica, mettendo insieme attività che a titolo diverso si occupano del territorio”.
Per Simonetta Pachella, dirigente del liceo artistico Orioli, è un dovere educare le nuove generazioni, sensibilizzarle: “La violenza riguarda tutte le condizioni sociali ed economiche e forse dipende da come noi stiamo crescendo come società. Occorre metterci tutti insieme e fare la nostra parte per invertire una tendenza pericolosa, c’è troppa aggressività”.
Intenso, come le opere che hanno realizzato, il racconto da ciascuna artista sul loro lavoro.
Cinzia Chiulli (Percorsi artistici) ha rappresentato un leone, simbolo della città. Non c’è la scritta Faul, ma al suo posto compare una clessidra e una scarpetta. Per fermare la violenza. Un messaggio di speranza.
Daniela Lai
Daniela Lai (Bottega dell’arte) ha realizzato un tappeto che un uomo non può calpestare. Per promuovere il numero antiviolenza ha anche pensato a un oggetto per le farmacie, luogo frequentato da tutti. Riproporrà anche un’opera dello scorso anno, una serie di piatti che si rompono, fino all’ultimo, rosso sangue e poi una scarpina. “Quella che ognuno di noi – ricorda Lai vorremmo indossare da anziane, è la più ambita perché vorremmo tutte invecchiare”.
Patrizia Notaristefano e Luigia Melaragni
Esporranno anche Elena Urbani (Lab33), Mariella Pasqualetti (Officina d’arte San Lorenzo), che ha rappresentato una mongolfiera. Gettando la zavorra può volare in alto.
Presente anche Lucia Maria Arena (Antica legatoria Viali), con un libro che non ha né inizio né fine e al posto degli anelli, ha delle catene. Roberta Pietrini (Obb) ha realizzato scarpette rosse in carta. Materiale fragile, ma che con la giusta struttura diventa solido e in questo caso, la struttura è rappresentata dalla società, che deve sorreggere le donne. Non sono le sole opere esposte il 25 novembre.
Simonetta Pachella e Silvio Franco
Il convegno, invece, previsto alle 16,15 in sala Regia, sarà su Costruzione di nuovi modelli culturali, la donna al centro. Relatori qualificati si alterneranno, mentre sono previsti i saluti di tutte la autorità cittadine. Le conclusioni spetteranno all’assessora Notaristefano.
Giuseppe Ferlicca








