Maria Paola Angelini e Mohammed Kdib
Viterbo – “Guardare dove l’occhio non arriva”. È il progetto della diocesi di Viterbo di “accompagnamento della popolazione nella custodia del creato” presentato questa mattina all’istituto tecnico tecnologico di via Alessandro Volta dalla direttrice dell’ufficio diocesano per la pastorale e la salute Maria Paola Angelini. Un progetto che coinvolgerà, nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, gli studenti del liceo Mariano Buratti e dell’Itt.
Il tutto con il patrocinio della provincia, del comune e dell’ordine dei medici di Viterbo.
“L’obiettivo – ha detto Angelini – è quello di prendere in carico i ragazzi e accompagnarli in un percorso di conoscenza per ridurre la possibilità di errore. Come la paura del distacco e del limite. Vivebdo così la naturalità dei rapporti”.
David Michelazzo
All’incontro, assieme ad Angelini, anche il questore Giancarlo Sant’Elia, il comandante della polizia stradale David Michelazzo e il presidente della comunità islamica di Viterbo, Mohammed Kdib. Quest’ultimo, assieme ad altri rappresentanti del mondo cattolico, affronterà il tema della cura della persona alla luce del Corano, così i rappresentanti del mondo Cristiano alla luce della Bibbia.
”I ragazzi – ha proseguito Angelini – affronteranno le situazione di disagio attraverso il contatto con la sofferenza. Perché la sofferenza è una grande educatrice”.
“Gli studenti – ha spiegato infine Angelini – visiteranno le carceri e le strutture di assistenza sanitaria presso strutture il gruppo Giomi e il Giovanni XXIII dove passeranno una settimana, conclassico anche quelle che sono le regole del mondo del lavoro. Alla fine verrà organizzato anche un convegno nel corso del quale verrà rappresentata l’esperienza maturata”.
Daniele Camilli

