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“Sfruttamento del lavoro, la magistratura senta Danilo Camilli su quanto dichiarato a Tusciaweb…”

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Viterbo – “Sfruttamento del lavoro, la magistratura senta Camilli su quanto dichiarato a Tusciaweb, perché quanto ha detto potrebbe evidenziare la punta di un iceberg bello grosso. Come del resto Danilo Camilli ha evidenziato nell’intervista di domenica scorsa”. La richiesta arriva dal segretario organizzativo della Flai Cgil di Viterbo, categoria sindacale che si occupa di braccianti, Massimiliano Venanzi.

Domenica scorsa la pubblicazione dell’intervista a Danilo Camilli. Il titolo, frutto di una sua dichiarazione: Se sono la pecora nera dell’agricoltura, allora è il momento di girare dappertutto… e ne vedrete delle belle“.


Viterbo - Massimiliano Venanzi della Flai Cgil

Viterbo – Massimiliano Venanzi della Flai Cgil


L’imprenditore agricolo Danilo Camilli è attualmente indagato per sfruttamento del lavoro. “Secondo le risultanze investigative – viene spiegato in una nota della procura -, condivise dal gip, nel periodo compreso tra il 2017 e gli inizi del corrente anno, l’imprenditore – chiamato a rispondere del delitto di cui all’art. 603 bis co. 1 n. 2, co. 3 n. 1-2, co 4 n. 1 del codice penale – ha assunto alle proprie dipendenze numerosi cittadini stranieri (prevalentemente provenienti dai paesi africani), sottoponendoli a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno”.


Viterbo - Braccianti agricoli sfruttati - Il blitz dei carabinieri

Viterbo – Braccianti agricoli sfruttati – Il blitz dei carabinieri


Andando nel dettaglio, gli operai sarebbero stati sottopagati e sottoposti a turni di lavoro massacranti, arrivando, in alcuni casi, a lavorare fino a 13 ore al giorno, senza potere usufruire del riposo settimanale, delle ferie e della malattia retribuita. Per l’imprenditore è scattato anche il sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di 540mila euro, la somma totale che secondo gli inquirenti avrebbe dovuto corrispondere agli operai, profitto del reato. A Camilli è stato inoltre affiancato un amministratore giudiziario in modo che l’azienda possa continuare a lavorare e i braccianti possano essere occupati in maniera consona alla legge. Il provvedimento durerà un anno.

“L’indagine potrebbe essere solo la punta di un iceberg – ha sottolineato Venanzi -. Un percorso, fra l’altro, iniziato proprio da Tusciaweb con un reportage, il primo nella Tuscia, sulla condizione bracciantile nelle campagne del viterbese. Dopodiché ci fu anche l’aggressione verbale a noi sindacalisti e a un giornalista, sempre di Tusciaweb e sempre nelle campagne di Viterbo, nello specifico a Castel d’Asso. Un’aggressione verbale decisamente violenta, come dimostrano i video di allora, soltanto perché, come Cgil, stavamo facendo un volantinaggio”.


Viterbo - L'imprenditore agricolo Danilo Camilli

Viterbo – L’imprenditore agricolo Danilo Camilli


“A questo punto – ha poi aggiunto Venanzi – sarebbe opportuno che la magistratura, e nello specifico i carabinieri che si occupano delle indagini, senza Danilo Camilli chiedendogli cosa avesse voluto dire con la sue dichiarazioni a Tusciaweb. Che significa che è arrivato ‘il momento di girare dappertutto’? Che vuol dire che, facendolo, ‘ne vedrete delle belle’?”.

“Non solo – aggiunge il segretario organizzativo della Flai Cgil – ma sono necessari, come Camilli stesso suggerisce, controlli a tappeto in tutte le aziende. Così come è altrettanto necessario, cosa suggerita pure dal segretario generale della Uila, Antonio Biagioli, che la prefettura di Viterbo convochi un tavolo istituzionale per affrontare la condizione bracciantile nelle campagne di Viterbo e della Tuscia”.

Daniele Camilli


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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