Operazione dei carabinieri – foto di repertorio
Canino – (sil.co.) – Senza lavoro, avrebbe comprato in un anno droga per oltre 26mila euro. Per uso personale.
Così ha riferito venerdì un testimone al processo in corso davanti al giudice Roberto Cappelli, incalzato dalla difesa di uno dei cinque imputati di spaccio, tutti di Canino, secondo cui è improbabile che all’epoca dei fatti, tra il 2014 e il 2017, fosse solo un assuntore.
E’ il processo in corso davanti al tribunale di Viterbo scaturito da una maxi operazione antidroga scattata nell’autunno del 2017 a Canino, dei carabinieri di Montalto di Castro, cui hanno collaborato anche quelli di Tuscania, finalizzata a smantellare un giro di eroina spacciata nel piccolo centro della Maremma laziale, oltre ad altre sostanze stupefacenti.
Il blitz è scattato all’alba del 18 novembre di cinque anni fa con la perquisizione di quattro appartamenti in via Cavour, all’interno dei quali c’erano altrettanti soggetti, già ai domiciliari, e già sotto la lente dei carabinieri. Due persone sono state arrestate per spaccio, un uomo e una donna quarantenni, entrambi di Canino. Altri tre italiani sono stati invece denunciati a piede libero.
Nel corso dell’operazione furono sequestrati 170 grammi di marijuana, 2 grammi di eroina, 30 filtri di sigaretta imbevuti di eroina e quattro bilancini di precisione. Sul posto, anche le unità cinofile da Roma. La droga era nascosta all’interno della casa e anche in garage.
Il testimone, attualmente in cura al Serd, ha detto di avere comprato droga tutti i giorni in paese a partire dal 2015. Sarebbe andato a prenderla sotto casa di uno degli imputati. “Una dose di eroina veniva 50 euro”, ha spiegato, dicendo di avere maturato a un certo punto un debito di droga di 800 euro.
Gli ordinativi li avrebbe fatti su Whatsapp. “Usando la crittografia end-to-end per mascherare i messaggi”, ha spiegato, confermando di sapere di altri 5-6 assuntori, tra i quali una donna, che si servivano degli stessi pusher. Da uno degli imputati avrebbe acquistato solo un paio di volte: “Nella primavera 2017, vicino alle scuole di Canino”, ha detto.
Dalla donna, in particolare, avrebbe comprato droga nell’ordine di 2-3 dosi di eroina la settimana, per un paio d’anni, dal 2015, sempre al prezzo di 50 euro a dose.
Finito l’interrogatorio da parte del pm, è stata la volta del controesame da parte dei difensori degli imputati che gli hanno chiesto con quali soldi acquistasse simili quantitativi di stupefacente visto che tra il 2014 e il 2017 ha confermato di non avere mai lavorato.
Solo nel 2016, a quanto da lui stesso detto, avrebbe comprato eroina per 200 euro alla settimana quindi circa 800 euro al mese
Messo alle strette, alla fine ha detto: “I soldi per la droga me li davano i miei genitori”.
Il processo riprenderà a giugno.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
