|
|
Viterbo – Morte del capo comunicazione del Montepaschi David Rossi, oggi a Genova gli interrogatori del magistrato viterbese Aldo Natalini e degli altri due pm della procura di Siena, Antonino Nastasi e Nicola Marini, indagati dalla procura ligure per falso ideologico e omissione relativamente al sopralluogo nell’ufficio di Rocca Salimbeni della vittima.
L’indagine riguarda il sopralluogo nell’ufficio di David Rossi la sera del 6 marzo 2013 e il verbale eseguito il giorno successivo dagli stessi sostituti procuratori.
Il fascicolo fu aperto per istigazione al suicidio, ma il caso fu archiviato dal tribunale come suicidio. Un epilogo ribadito anche nella seconda inchiesta.
Natalini, 46 anni, è entrato in servizio nel 2009 e dal 2018 è magistrato all’ufficio del massimario e del ruolo della corte di cassazione.
“I tre pm omettevano di attestare che nelle ore precedenti, e in particolare dalle 21,30 sino a circa mezzanotte del giorno precedente, avevano già fatto ingresso nella predetta stanza – si legge nelle carte della procura della repubblica di Genova – prima che la stessa venisse fotoripresa dal personale della polizia scientifica”.
In quell’occasione, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero “manipolato e spostato oggetti senza redigere alcun verbale delle operazioni compiute e senza dare atto del personale di polizia giudiziaria che insieme a loro avevano proceduto a questo sopralluogo”.
Articoli: Aldo Natalini e gli altri due pm accusati di avere “compromesso” le prove… – Inchiesta sulla morte di David Rossi, tra gli indagati un pm viterbese – Morte David Rossi, legale senese indagato per diffamazione ai danni di due pm viterbesi – “Morte di David Rossi, stiamo lavorando alla riapertura del caso” – Il pm Natalini in visita in procura con la scorta per “un saluto ai colleghi”
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

