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Stop al reddito di cittadinanza a fine 2023 per chi può lavorare – Pensioni minime rivalutate al 120%

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Roma – “Reddito di cittadinanza abolito a fine 2023 per chi può lavorare”. Lo ha spiegato la presidente del consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, illustrando i provvedimenti contenuti nel disegno di legge di bilancio per il 2023 e gli altri provvedimenti approvati nel consiglio dei ministri di ieri sera.


Giorgia Meloni

Giorgia Meloni


“Per chi può lavorare – ha detto Meloni – il reddito di cittadinanza sarà abolito a fine 2023. Fedeli ai nostri principi, continueremo a tutelare chi non può lavorare, aggiungiamo alle altre categorie, tra cui famiglie con disabili, anche le donne in gravidanza, ma per chi può lavorare il reddito di cittadinanza si abolirà alla fine del prossimo anno. Non potrà essere percepito per più di otto mesi e decade alla prima offerta di lavoro rifiutata”.

Criticato il reddito di cittadinanza, così come è stato applicato finora. Non ha funzionato per Meloni. “Lo Stato non può occuparsi di persone da 18 a 60 anni. C’è chi lo prende da tre anni, salvo un mese di pausa. È evidente che non ha funzionato. A meno che non pensiamo che lo stato debba occuparsi all’infinito di alcune persone, ma io penso invece che vada loro trovata un’occupazione a aiutate a migliorare la loro situazione”.

Tra quello che non ha funzionato nel provvedimento, anche il fatto che sia percepito pure da chi non vive in Italia, ma da ora si cambia.

Meloni ha poi ricordato che non esiste alcun condono, sono solo state annullate cartelle esattoriali inferiori a mille euro, emesse prima del 2015. Allo stato costerebbe di più incassarle, per gli altri si paga quando dovuto con una maggiorazione unica del 3% e possibilità di rateizzare.

Sul fronte bollette, calmierate per chi ha redditi Isee fino a 15mila euro, dal 12mila finora applicati. Una manovra da 9 miliardi di euro. 

Sulle pensioni, rivalutate le minime al 120%. Quindi l’assegno unico per le famiglie aumentato del 50%, l’Iva al 5% per i prodotti di prima infanzia e prodotti igienici femminili non computabili. Confermate le misure per l’acquisto prima casa da parte di giovani coppie. Non c’è il taglio sull’Iva a pane e latte. La presidente ha spiegato che sarebbe stata una riduzione di cui avrebbe beneficiato anche chi non ne aveva economicamente bisogno. Saranno adottati provvedimenti diversi.

Una norma è prevista anche per negozi apri e chiudi. Non versano le imposte e chiudono prima dei controlli, salvo ricominciare. L’Agenzia delle entrate potrà effettuare controlli, convocando gli imprenditori e può arrivare a cancellare la partita Iva o chiedere il pagamento anticipato delle tasse, che poi saranno scalate.

Rinviata l’entrata in vigore della plastic tax e sugar tax di un anno. 

Una manovra coraggiosa e che scommette sul futuro, ha detto la presidente Meloni, prima di passare la parola ai ministri e avere ricordato Roberto Maroni, ex ministro, scomparso nella notte.

 


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