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Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Mercoledì 2 novembre facendo seguito alle richieste già pervenute su veri comuni oltre che alle riunione pubblica indetta dal sindaco Claudio Ricci in data 29 ottobre 2022 dove si è discusso di Talete “Incontro dibattito pubblico sul tema Talete”, nella persona delegata per il Movimento 5 Stelle, ho comunicato al sindaco di Fabrica di Roma Claudio Ricci, attraverso i canali istituzionali del comune, la volontà come il resto del gruppo territoriale “Bassa Tuscia del Movimento 5 Stelle”, di non procedere alla vendita a soggetti privati delle quote del 40% messe a disposizione dopo la modifica dello statuto approvata il 10 giugno 2022.
Tale modifica si scontra con la volontà degli italiani di considerare l’acqua e i servizi di gestione che rimangano pubblici come deciso dal 95% dei consensi del referendum del 2011.
In particolare, poi si è espressa la Regione Lazio nella legge Regionale 5/2014 che recita testualmente all’art. 4, il Principio relativo alla gestione del servizio idrico è articolato in due punti: al primo punto, il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio di interesse generale.
Al secondo, al fine di garantire, in linea di fatto e di diritto, l’affermazione dei principi enunciati, la gestione del servizio idrico integrato deve essere svolta nel rispetto dei principi costituzionali, degli esiti referendari e della legislazione statale vigente, nonché secondo quanto disposto dall’articolo 106, paragrafo 2 del Tfue e ha come obiettivo l’equilibrio economico-finanziario della gestione.
Inoltre, la medesima gestione deve essere svolta senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale ed è finanziata attraverso risorse regionali e meccanismi tariffari.
Pertanto, gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Fabrica di Roma, chiedono alla amministrazione comunale di Fabrica di Roma che attui i necessari provvedimenti, alla luce di quanto sopra, al fine di superare definitivamente le criticità legate ai rischi della salute pubblica dei cittadini a causa dell’arsenico e di altre sostanze dannose, al caro energia da contrastare con strumenti di diritto pubblico e la mancata attuazione di quanto previsto dal referendum del 2011 e della Legge 5/2014 della Regione Lazio.
Romualdo Mazzei
