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Viterbo – “Non approvare l’aumento delle tariffe Talete è una tempesta perfetta disegnata a tavolino per dare il colpo di grazia all’azienda e consegnarla ai privati. Non ho un’altra spiegazione”. È il punto di vista di Salvatore Genova, amministratore unico di Talete, arrivato alla conferenza stampa convocata dal presidente della consulta d’ambito Ato Alessandro Romoli oggi pomeriggio nella sede di Lazio innova a Valle Faul, Viterbo.
Viterbo – Salvatore Genova
L’obiettivo di Genova: rispondere alle dichiarazioni della sindaca Chiara Frontini appena uscite su Tusciaweb in cui dice che all’assemblea Ato di domani mattina non voterà l’aumento delle tariffe. Aumento necessario invece, secondo Romoli e gli altri sindaci della consulta, per evitare che Talete fallisca definitivamente.
Non solo, ha poi aggiunto Genova, “se non verrà approvato l’aumento delle tariffe, valuterò le mie dimissioni. Da quando sono amministratore unico, ho dato il massimo per gestire la società. E l’ho fatto nel migliore dei modi possibile”.
“Leggendo l’intervista di Frontini – ha esordito Genova – speravo che la sua mancata partecipazione alla consulta di questa mattina fosse dettata da qualcos’altro. Rimarcare invece l’assenza del piano di risanamento, lo trovo non adeguato al contesto che stiamo vivendo e alla giornata di oggi, in cui si doveva valutare tecnicamente il piano di revisione tariffario. E considero l’atteggiamento di Frontini non adeguato perché quello che ha sollevato era un tema già affrontato con la sindaca stessa, spiegandogli che il piano di risanamento fa parte di una fase successiva”.
”L’approvazione delle nuove tariffe – ha aggiunto l’amministratore unico – e’ obbligatorio per le regole Arera, e siamo gia’ in ritardo“.
Infine Genova ha ribabito anche quello che era stato già detto prima del suo arrivo in conferenza stampa da Romoli.
”L’aumento delle tariffe è funzionale al piano di investimenti di 180 milioni di euro presentato partecipando al Pnrr. Di questi 18 milioni sono stati già approvati. Se le nuove tariffe non dovessero essere approvate, perderemmo tutto. Così come finirebbe al macero il piano di adeguamento del personale, il progetto per rinnovare tutto il parco dei contatori e il progetto per un parco fotovoltaico a Monte Iugo”.
Daniele Camilli
