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Traffico di droga sul litorale, è di Monte Romano lo spacciatore finito in carcere

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Guardia di finanza - Operazione "Big dog"

Guardia di finanza – Operazione “Big dog”


Viterbo – (sil.co.) – Operazione antidroga Big Dog della guardia di finanza, è un 64enne di Monte Romano l’unico degli undici indagati che è stato sottoposto a misura di custodia cautelare in carcere.

Concluse le formalità di rito è stato trasferito presso la casa circondariale di Mammagialla, a Viterbo, dove ha trascorso la sua prima notte in cella.

Cinque le misure cautelari. Tutti italiani i destinatari. Gli altri tre dei quattro arrestati, oltre all’uomo di Monte Romano, sono ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico. Un quinto indagato è sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Altri sei sono invece indagati a piede libero. Nel corso dell’operazione sono state effettuate 18 perquisizioni nelle province di Viterbo, Parma e Roma.

Il blitz è scattato all’alba di ieri mattina, quando le fiamme gialle hanno notificato ai destinatari le ordinanze disposte dal giudice per le indagini preliminari Giacomo Autizi, a conclusione di una lunga e articolata attività di indagine dei militari della compagnia di Tarquinia, coordinati dal sostituto procuratore Paola Conti.

E’ stata la pm Conti, con una pluriennale esperienza nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, che nei giorni scorsi ha firmato la richiesta di misure cautelari. Richiesta accolta dal tribunale, come detto, per cinque indagati, uno dei quali in carcere, tre ai domiciliari e uno sottoposto a obbligo di firma.

Prenderanno il via invece venerdì gli interrogatori di garanzia davanti al gip Autizi. L’accusa è forte dei riscontri venuti dalle intercettazioni di oltre 10.000 tra conversazioni telefoniche e video-ambientali.


Guardia di finanza - Operazione "Big dog"

Guardia di finanza – Operazione “Big dog”


Droga sulla tratta Roma-Tarquinia-Monte Romano

Le indagini avviate nel luglio del 2021, a seguito di attività info-investigativa dei militari della compagnia di Tarquinia, hanno permesso, attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e pedinamenti, di individuare i responsabili del sodalizio criminale dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina sulla tratta Roma-Tarquinia-Monte Romano, con unico canale di approvvigionamento individuato nella capitale.


Oltre diecimila intercettazioni telefoniche e ambientali

L’attività investigativa è stata diretta dalla procura della repubblica di Viterbo e le attività di natura tecnica – supportate dallo Scico della guardia di finanza e dalla Dcsa – si sono concretizzate con il monitoraggio di numerosi obiettivi. Tra utenze telefoniche, autovetture ed appartamenti in uso agli indagati ed una conseguente captazione ed analisi di oltre diecimila conversazioni telefoniche e video-ambientali.


Corriere un incensurato insospettabile della capitale

L’efficacia di tale apparato investigativo ha consentito di ricostruire oltre 160 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, ricostruire forniture di sostanze stupefacenti, pari a circa 500 grammi di cocaina e circa un chilo e mezzo di hashish, trasportati a Tarquinia e Monte Romano da un corriere romano incensurato ed assolutamente insospettabile. Nel corso delle indagini, a riscontro delle investigazioni eseguite, sono state tratte in arresto due persone, sottoponendo altresì a sequestro considerevoli quantitativi di hashish e cocaina.


– Spaccio di cocaina tra Roma, Tarquinia e Monte Romano: quattro arresti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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