Viterbo – “Trasporti, alternanza, merito e repressione, saremo opposizione”. E poi, “Nessun merito a questo governo”. Studenti in piazza e in corteo oggi a Viterbo. Questa mattina, da piazza del comune fino al Sacrario e da lì lungo via Marconi, Corso Italia e di nuovo in piazza del plebiscito.
Trasporti, crisi ambientale, alternanza, “scuola-gabbia”, scuola del “merito” e legge sull’interruzione di gravidanza. Questi alcuni dei temi, scanditi lungo il percorso. Ad organizzare il tutto Osa (Opposizione studentesca d’alternativa), da un lato, e Rete degli studenti medi, dall’altro. Un corteo diviso in due, con dissapori evidenti tra i due tronconi separati da un tratto di strada lasciato vuoto e da una Fiat Panda con le casse che sparano Rino Gaetano e Caparezza.
Viterbo – La manifestazione degli studenti
“Scendiamo in piazza a Viterbo – spiegano i militanti di Osa – e in tutta Italia per costruire l’alternativa a questa scuola e a questo sistema. Tra i tanti problemi che gli studenti vivono ogni giorno spicca quello dei trasporti Cotral, che dopo un mese di assemblee, incontri in prefettura e mobilitazioni, ancora ci prende in giro e non dà risposte concrete, né sul sovraffollamento né agli studenti dell’Orioli costretti a rientri pomeridiani per mancanza di autobus”.
Viterbo – La manifestazione degli studenti
“Ma non siamo in piazza soltanto per questo – prosegue Osa -. Siamo in piazza con Lorenzo, Giuseppe e Giuliano nel cuore, i tre ragazzi morti in alternanza scuola-lavoro. Chiediamo infatti l’abolizione di questa misura che sfrutta gli studenti per il profitto delle aziende e che ci abitua a un mondo del lavoro che ci vuole flessibili, precari e sottomessi. E rifiutiamo ogni compromesso con Pd e Cgil. Anche per questo rifiutiamo la definizione di scuola del ‘merito’ del ministro Giuseppe Valditara, il cui unico ‘merito’ è stato tagliare 10 miliardi alla scuola pubblica col governo Berlusconi. ‘Merito’ è soltanto una parola vuota, che serve a giustificare una scuola che abbandona gli ultimi e conferma le disuguaglianze sociali invece di combatterle. La scuola deve essere di tutti, non di pochi, e deve essere un luogo di formazione, crescita ed emancipazione”.
Viterbo – Bianca Piergentili
“Gli studenti – aggiunge Osa – vivono una scuola-gabbia oppressiva che genera stress, ansia e disagio psicologico, una scuola basata sulla competizione e sull’individualismo che non può essere riformata, ma solo rivoluzionata. Vogliamo che i fondi vadano alla scuola pubblica e non alle armi e alle guerre, e denunciamo con forza la repressione alla Sapienza e gli attacchi ai diritti civili e sociali, tra cui anche l’interruzione di gravidanza, di cui questo governo si sta macchiando. Contro le barbarie di questo sistema e di questo governo costruiremo l’alternativa, nelle piazze, nelle scuole e nella società”.
Diversi gli slogan lungo il percorso del corteo: “Basta, basta, basta, è tempo di riscatto”. “Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 occupazioni”. “Se ci tolgono il futuro, ci prendiamo la città”. “Precarietà, miseria e lutto. Pagherete caro, pagherete tutto”.
Viterbo – La manifestazione degli studenti
“Siamo scesi in piazza – ha detto Bianca Piergentili della Rete degli studenti medi – perché come sindacato studentesco non possiamo accettare un governo che aggiunge ‘merito’ accanto ad istruzione. Una parola che non lascia intendere nulla di buono ma che anzi aumenta le diseguaglianze e non garantisce un vero diritto allo studio. Vogliamo una scuola aperta al territorio e non che cada a pezzi, una scuola pubblica, che educhi ai diritti e non allo sfruttamento. Vogliamo un sistema trasporti che sia sicuro, efficiente e in grado di soddisfare i bisogni degli studenti e delle studentesse”.
Daniele Camilli
Riceviamo e pubblichiamo – Oggi, 18 novembre, la Rete degli studenti medi è scesa in piazza dietro uno striscione che riportava la scritta “Nessun merito a questo governo”. Lo slogan, nato per contestare l’azione del governo Meloni di rinominare il ministero dell’istruzione in “ministero dell’istruzione e del merito” è lo stesso in tutte le altre città d’Italia che sono scese in piazza. Alle 9.30 l’appuntamento a piazza del comune, poi la partenza in un corteo che ha percorso tutto il centro storico.
I temi discussi in piazza sono stati molti, tra cui sicuramente è spiccato quello del merito. “Tutti i disagi che viviamo penalizzano gli studenti – afferma così Bianca Piergentili, segretaria della Rete degli studenti medi -. Dalle difficoltà con i trasporti all’edilizia scolastica carente, dallo scarso supporto psicologico all’impossibilità in molte scuole di svolgere assemblee d’istituto in presenza. Proprio in queste ore, infatti, gli studenti del liceo Ruffini si vedono costretti a convocare un’assemblea in modalità mista perché senza uno spazio per svolgerla in presenza, privando così questo momento del confronto, della discussione e di fatto impedendo agli studenti e alle studentesse di esercitare un loro diritto. Si pensi a garantire i diritti, piuttosto che a giudicare chi è meritevole e chi no. Finché ci saranno studenti penalizzati da tutti questi disagi il merito resterà un privilegio. E noi non vogliamo una scuola dei privilegi”.
Tra i vari temi si affronta anche quello dei trasporti, che nella provincia di Viterbo sembra essere molto sentito. Proprio su questo argomento, infatti, circola da qualche giorno un questionario, sempre firmato Rete degli studenti medi, che indaga sulla situazione dei mezzi pubblici per gli studenti e le studentesse della Tuscia.
Vengono toccate anche questioni come la salute mentale. “Oggi più di ieri il tema della salute mentale nelle scuole verrà messo in secondo piano da questo governo, perciò dobbiamo attivarci e fare una vera e propria opposizione. La salute degli studenti viene prima del loro rendimento scolastico”, dice Francesca Ferrigno. O il tema del rapporto tra scuola e lavoro, di cui parla Daniele Colonna: “Qui si parla di adeguare ancora di più il modello scolastico alle esigenze delle imprese, noi crediamo invece che il rapporto fra scuola e lavoro debba essere totalmente diverso e debba educare ai diritti sul posto di lavoro, non adeguarsi agli standard delle aziende”.
A seguito della piazza inizierà la discussione per portare le rivendicazioni anche alle orecchie delle istituzioni. La Rete degli studenti medi, infatti, ha subito fissato un incontro con la Pprefettura di Viterbo per lunedì, in cui si discuterà di come portare avanti interventi reali sui temi toccati in piazza.
Rete degli studenti medi di Viterbo



