|
|
Podere Caiano – Operaio 36enne morto dopo un volo di 5 metri al metanodotto, iscritti nel registro degli indagati datori di lavoro e preposti di cantiere. A darne notizia il procuratore di Terni: “Un atto dovuto in vista degli accertamenti sul rispetto delle normativa di sicurezza”.
“Nella tarda mattinata del 28 dicembre 2022, intorno alle ore 13,30, in località SP 107, località Podere Caiano, territorio del comune di Orvieto, perdeva la vita Carlo Clemente, di anni 36, dipendente di una ditta impegnata nei lavori di scavo/manutenzione al metanodotto ivi esistente, precipitando all’interno di uno scavo. Il decesso avveniva per trauma cranico da precipitazione tenuto conto della profondità dello scavo” fa sapere il procuratore di Terni.
“Procede il commissariato della polizia di stato di Orvieto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e personale della Usl Umbria2 di Terni addetti al controllo della normativa antinfortunistica. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, operazione ostacolata dall’intervento di taluni operai venuti in soccorso del Clemente che, inevitabilmente, hanno inquinato i luoghi nella fase di recupero del corpo portato in superficie in attesa dei primi soccorsi sanitari e investigativi – spiega ancora il procuratore.
“Risulterebbe, dalle prime testimonianze dei primi soccorritori, impegnati nel cantiere, che l’operaio una volta portato su fosse ancora in vita, sebbene in evidente pericolo di vita. Sarebbero stato i medici del 118 a constatarne il decesso una volta giunti sul posto – prosegue il procuratore di Terni -. La tempestività dell’intervento dei sanitari non è stata favorita dalla zona impervia da raggiungere con normali mezzi di soccorso. In mattinata, il pm titolare delle indagini affiderà l’incarico al medico legale di turno per l’espletamento dell’esame esterno del cadavere. Sarà l’esito di tale ultimo esame a consigliare o meno l’indagine autoptica sul cadavere del deceduto.
A seconda dei primi risultati medico legali, le indagini prenderanno anche altre direzioni, oggi invece concentrate sul rispetto delle normativa sugli infortuni sul lavoro con l’iscrizione, quale atto dovuto in vista degli accertamenti in corso, nel registro degli indagati di datori di lavoro e preposti di cantiere, al fine di perimetrare eventuali responsabilità penali tra società appaltatrice dei lavori e società subappaltatrici, in particolare sull’eventuale mancato rispetto delle norme che prevedono la presenza obbligatoria di apposite transenne ai lati dello scavo al fine di prevenire eventuali cadute, così come la verifica circa l’effettiva dotazione dei dispositivi di protezione individuale di sicurezza previsti per tutti i lavoratori”.
“La drammaticità della notizia – sottolinea ancora il procuratore -, impone che il diritto di cronaca venga assistito da fonti ufficiali anche per chiarire le ragioni dell’accaduto in un settore come quello degli infortuni sul lavoro che deve interrogare tutti sull’importanza del rispetto delle normative antinfortunistiche sui posti di lavoro, la cui inosservanza è causa di eventi che per gravità e quantità non possono tollerare ulteriori titubanze interventistiche perché il diritto alla vita dei nostri lavoratori richiede investimenti per assicurare i controlli sui cantieri e formazione aziendale.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
– Precipita mentre lavora a un metanodotto, morto operaio 36enne
