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“Basta con le nocciole che sostituiscono gli ulivi”

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Da sinistra: Paolo Piacentini, Famiano Crucianelli e Roberto Mancinelli

Da sinistra: Paolo Piacentini, Famiano Crucianelli e Roberto Mancinelli

Famiano Crucianelli

Famiano Crucianelli

Viterbo – “Basta con l’espianto degli ulivi nella Tuscia. Basta con le nocciole che sostituiscono gli ulivi. Non è più accettabile né tantomeno sostenibile. Faremo di tutto per impedirlo”. È l’appello lanciato questa mattina nell’aula blu di agraria a Viterbo, università degli studi della Tuscia, dal presidente del Biodistretto della via Amerina Famiano Crucianelli, durante l’incontro “Gli ulivi patrimonio della Tuscia”.

“Dobbiamo modificare gli atti che compromettono il futuro sell’ulivo – ha detto Crucianelli -. E non si tratta solo una pianta. L’ulivo è bellezza e parte fondamentale del nostro territorio”.

Ad intervenire, assieme a Crucianelli, anche Danilo Monarca, direttore del dipartimento Dafne dell’Unitus, Roberto Mancinelli, professore e agroecologo, e Paolo Piacentini, esperto nazionale di cammini e turismo lento.

”Trasformare tutto in una monocultura – ha proseguito Crucianelli – come stiamo facendo con la nocciola, è un depauperamento del territorio. La bellezza è un bene comune. Basta con l’espianto degli ulivi. Attiveremo tutti i meccanismi per impedirlo. Se si vuole togliere un ulivo, se ne metta un altro. Non è più accettabile e sostenibile il contrario”.

“Cancellare gli ulivi dal nostro territorio – sta scritto in una nota del Biodistretto della via Amerina -, trasformare le nostre terre in una monocultura è una scelta grave e irresponsabile. L’ulivo è il simbolo più prezioso della nostra biodiversità. È una pianta antica che dà molto e chiede poco, è un patrimonio economico, una ricchezza e una bellezza straordinaria dei nostri paesaggi, è sempre stato sin dai tempi antichi un investimento sul futuro. Malgrado gli appelli di tanti a cominciare dalla Soprintendenza, sull’altare degli interessi particolari di pochi, è continuata e continua l’espianto degli ulivi. Il Biodistretto della via Amerina e delle Forre chiede alle autorità politiche, istituzionali e alla società civile di fermare questa distruzione irresponsabile di un bene comune dei nostri territori e delle nostre comunità”.

Daniele Camilli


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