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Braccianti, la prefettura convoca il tavolo contro lo sfruttamento e il lavoro nero in agricoltura

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Viterbo – Braccianti, il prefetto Antonio Cananà convoca il tavolo chiesto dai sindacati. Nello specifico Cgil e Uil. Contro lo sfruttamento del lavoro. Il tavolo, come si legge nella convocazione, è previsto per il 13 dicembre e ha due punti all’ordine del giorno, più le “varie ed eventuali”: “sfruttamento lavorativo e lavoro nero nel settore dell’agricoltura; attuazione della Rete del lavoro agricolo di qualità”. Un risultato fondamentale per le forze sindacali che arriva al termine di un lungo percorso.

La richiesta della convocazione del tavolo era stata avanzata nei giorni scorsi da Antonio Biagioli, segretario generale della Uila, e dal segretario organizzativo della Flai Cgil, Massimiliano Venanzi.


Viterbo - Prefettura

La prefettura di Viterbo


“Viterbo non è più un’isola felice, come molti hanno voluto continuare a credere fino ad oggi aveva dichiarato Biagioli -. Braccianti agricoli sfruttati e maltrattati, la prefettura convochi subito un tavolo istituzionale”. “E’ necessario aggiungeva poi Venanzi che la prefettura convochi un tavolo istituzionale per affrontare la condizione bracciantile nelle campagne di Viterbo e della Tuscia”.

I soggetti convocati per il tavolo del 13 dicembre: Uila, Flai Cgil, Fai Cisl, questura, comando provinciale dei carabinieri, comando provinciale della guardia di finanza, ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Asl, Confagricoltura, Arci, Coldiretti, Sia, fondo integrazione malattie assistenze varie ed ente bilaterale agricolo territoriale.


Viterbo - Braccianti agricoli durante la Fase 1 dell'emergenza Covid

Braccianti agricoli durante la Fase 1 dell’emergenza Covid


Altro importante punto all’ordine del giorno del tavolo della prefettura è l’attuazione della Rete del lavoro agricolo di qualità. “La Rete del lavoro agricolo di qualità – si legge sul sito internet dell’Istituto nazionale previdenza sociale – è stata istituita presso l’Inps al fine di selezionare imprese agricole e altri soggetti indicati dalla normativa vigente che, su presentazione di apposita istanza, si distinguono per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto”.

Possono accedere alla Rete le imprese che, spiega l’Inps, “non abbiano riportato condanne penali per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, non siano state destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative, ancorché non definitive, per violazioni in materia di lavoro, siano in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi, applichino i contratti collettivi e non siano controllate o collegate, a soggetti non in possesso dei requisiti di legge fin qui indicati”.

Daniele Camilli


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