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Viterbo – Torna in carcere in seguito all’aggravamento della misura Daniele Nuomi.
Dopo alcuni giorni di latitanza, nella tarda serata di ieri si sarebbe consegnato spontaneamente ai carabinieri, che lo avrebbero rintracciato all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma.
Come accaduto altre volte anche nel recente passato, quando era “internato” in una clinica psichiatrica e poi in una Rems, si sarebbe allontanato per poi recarsi al pronto soccorso, non è chiaro se per sfuggire alla cattura oppure perché realmente malato.
E’ il buttafuori 23enne di Pomezia condannato lo scorso 27 settembre a 16 anni di reclusione dal collegio del tribunale di Viterbo per violenza sessuale, sequestro di persona, rapina e lesioni ai danni di una 17enne intercettata in discoteca nell’autunno del 2019.
Sarebbe dovuto tornare dietro le sbarre lo scorso primo dicembre in seguito all’aggravamento della misura, ma i carabinieri che sono andati a prelevarlo nella sua casa di Pomezia non lo avrebbero trovato né in paese, né nell’abitazione, motivo per cui nella giornata di ieri sarebbe stato dichiarato ufficialmente latitante, risultando l’imputato irreperibile.
Su consiglio del difensore Luigi Mancini del foro di Viterbo, che dal 2020 lo assiste nelle sue innumerevoli traversie giudiziarie, il 23enne, nella tarda serata di ieri, avrebbe chiamato lui stesso i carabinieri rivelando di trovarsi appunto presso il nosocomio capitolino per problemi di salute.
L’imputato, rimesso in libertà (vigilata) pochi giorni prima della sentenza in seguito alla revoca della misura del ricovero in Rems, in quanto sano di mente secondo la perizia collegiale disposta dal tribunale, avrebbe dovuto osservare alcune prescrizioni, cosa che non avrebbe fatto.
Al 23enne, infatti, è stato imposto l’obbligo di dimora a Pomezia e il divieto di uscire di casa nelle ore notturne. Misure di sicurezza che avrebbe più volte violato, motivo per cui i carabinieri della locale stazione, non riuscendo a garantirne il rispetto, avrebbero chiesto e ottenuto dal tribunale l’aggravamento della misura col trasferimento in carcere.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


