- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Buttafuori condannato a 16 anni per stupro, la difesa ricorre in appello contro il carcere

Condividi la notizia:

Roma - Il carcere di Regina Coeli

Roma – Il carcere di Regina Coeli


Viterbo – Buttafuori condannato a 16 anni per lo stupro di una minorenne viterbese conosciuta in discoteca, ha depositato appello contro l’aggravamento della misura con la carcerazione a Regina Coeli l’avvocato Luigi Mancini, difensore del 22enne Daniele Nuomi.

Il legale viterbese è sempre più convinto che “il carcere non è la soluzione per il mio assistito”, già in passato giudicato incompatibile con il regime di vita dietro le sbarre quando, in pieno lockdown, il giovane di Pomezia era detenuto nella casa circondariale di Mammagialla e trasferito presso una clinica. 

E’ stato rimesso in libertà dal tribunale di Viterbo lo scorso settembre e posto in libertà vigilata, pochi giorni prima della sentenza di condanna a 16 anni in primo grado, contro la quale ha fatto appello la difesa, in seguito alla perizia disposta dal collegio in piena estate, dopo che gli psichiatri della Rems dove era ricoverato e della Asl hanno escluso che soffrisse di patologie mentali chiedendo la revoca del ricovero.

Per i periti nominati dal collegio, Nuomi è capace di intendere e di volere e non è socialmente pericoloso. Adesso è finito in carcere perché socialmente pericoloso.

Nel giro di tre mesi, nel frattempo, tra settembre e dicembre, Nuomi è riuscito a collezionare altre due denunce, per truffa da parte di un tassista cui non avrebbe pagato una corsa da 70 euro e per stalking da una studentessa milanese 21enne al policlinico Umberto I, dove entrambi erano ricoverati, che, insospettita dai modi, prima garbati e poi sempre più minacciosi, ha scoperto con chi aveva a che fare digitando il suo nome su Google e leggendo Tusciaweb.

Intanto ci sono altri due processi in corso: uno per stalking ai danni di una 17enne conosciuta in discoteca pochi giorni dopo essere stato querelato dai genitori della vittima viterbese e l’altro per truffa ai danni di un disoccupato da cui sarebbe riuscito a farsi dare 250 euro per un inesistente posto da autista di ambulanza, spacciandosi per il presidente di una cooperativa. 

Nella stessa ordinanza della corte d’appello di Roma che dispone il carcere si legge “non essere il Nuomi in grado di autoregolarsi”. Si parla quindi di “evidente progressione di manifestazioni aggressive”, con riferimento in particolare alla vicenda della 21enne conosciuta al pronto soccorso, nei confronti della quale “ha inizialmente manifestato atteggiamenti amicali e quasi affettivi, per poi assumere progressivamente atteggiamenti ingiuriosi e minatori sempre più gravi”.

La misura di sicurezza della libertà vigilata viene giudicata “inidonea a contenerne la pericolosità sociale”. Viene quindi disposto l’aggravamento, in virtù delle conclusioni raggiunte dalla perizia collegiale disposta dal collegio del tribunale di Viterbo, secondo cui “le condizioni psichiche del Nuomi non sono ostative all’applicazione della custodia cautelare in carcere”.

L’ordinanza si conclude però con un chiaro monito. “Va tuttavia tenuto conto del comportamento anche manipolatorio posto in essere dall’imputato in occasione della sua precedente sottoposizione ad analaga misura. Va raccomandato alla direzione dell’istituto, dove verrà ristretto, di adottare tutte le cautele possibili per evitare gesti autolesionisti”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: