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Orte – Tre mandati da sindaco e uno da vicesindaco, in consiglio comunale ininterrottamente dal 1999. Dino Primieri, primo cittadino di Orte, è uno degli amministratori locali più esperti della provincia di Viterbo e si prepara alle grandi sfide del 2023 e del Pnrr con una convinzione: “La pandemia ci ha cambiato in peggio, fare il sindaco oggi è ancora più difficile”.
Dopo due anni contrassegnati dal Covid, si può dire che si è tornati alla normalità?
“Non del tutto, qualche strascico ancora c’è. Diciamo che ci stiamo tornando un po’ alla volta”.
Che segni ha lasciato questa pandemia sulla città di Orte?
“Più che sulla città, secondo me i segni li ha lasciati sulle persone. All’inizio si diceva che l’esperienza della pandemia ci avrebbe reso più buoni, invece io oggi vedo dei segnali opposti: mi sembra che siamo diventati più egoisti e invidiosi di prima”.
Ma a livello economico, e di conseguenza sociale, ci sono state delle ricadute?
“Ci stiamo riprendendo. Va detto che Orte era una realtà problematica già prima del Covid, c’è una forte presenza di stranieri anche extracomunitari e ci sono delle situazioni di forte disagio. In più, chiaramente, alcune famiglie hanno subito il colpo della pandemia”.
Una grossa opportunità di ripresa arriva dal Pnrr. Quali sono gli obiettivi del comune di Orte?
“I progetti più forti, su cui dobbiamo puntare con assoluta insistenza, non li ho ancora visti, anche se so che sono in dirittura d’arrivo. Nel frattempo noi partecipiamo a tutti i bandi che escono, ma solo su alcuni abbiamo ottenuto il finanziamento. È dura”.
Può indicare uno di questi progetti su cui bisogna puntare assolutamente?
“Senza dubbio l’efficientamento energetico. Nel 2022 il comune di Orte ha più che raddoppiato i costi delle bollette elettriche: siamo passati da 350mila a quasi 800mila euro. Sono cifre che per una città come la nostra hanno un peso importante sul bilancio. Mi auguro che esca al più presto qualche bando sul tema, come ad esempio quello per le comunità energetiche”.
E sui lavori pubblici cosa bolle in pentola?
“C’è qualche progetto interessante in cui ci siamo già inseriti. Stiamo aspettando delle risposte che dovrebbero arrivare nei primi giorni dell’anno nuovo, ma non voglio parlare troppo presto”.
Nella sua maggioranza il Pd ha un peso importante. Se la regione passasse al centrodestra, potrebbero esserci problemi di rapporti istituzionali per il comune di Orte?
“Non credo. Un’amministrazione comunale lavora per gli interessi del suo territorio e si deve relazionare anche coi ministeri, oltre che con la regione e con la provincia; non possiamo pensare tutte le volte a quale partito sostenga il ministro o l’assessore regionale. Il vero problema delle amministrazioni comunali è che è difficilissimo realizzare progetti esecutivi e cantierabili”.
Perché?
“Perché bisogna impegnare delle somme importanti per un progetto esecutivo, tra perizie, indagini, calcoli strutturali e tutte le altre documentazioni che bisogna produrre. E poi magari si rischia di perdere tutto perché arriva lo stop da qualche ente sovraordinato. Secondo me c’è un problema di procedure, che riguarda non solo Orte, ma tutte le amministrazioni comunali”.
Dopo più di anno di lavoro, come vanno le cose dentro alla sua maggioranza?
“Davvero bene. C’è un bell’affiatamento tra tutta la squadra, uno spirito di grande collaborazione”.
E con le opposizioni come vi trovate?
“C’è chi ha un atteggiamento un po’ più costruttivo e chi è più oltranzista, ma alla fine è il gioco delle parti. Da parte mia c’è massima apertura al confronto, non mi considero il detentore della verità assoluta”.
E chi sarebbe il costruttivo?
“Non mi va di fare nomi”.
Lei è al terzo mandato da sindaco di Orte, il quarto in maggioranza consiliare. Se dovesse fare una classifica, quest’esperienza come livello di difficoltà in che posizione la mette?
“Forse al primo posto. Fare il sindaco oggi è diventato più difficile, perché, come ho già detto, il Covid ha cambiato in peggio l’atteggiamento della gente. Oggi le persone vogliono tutto e subito e non si rendono conto delle difficoltà. In più noi adesso abbiamo anche un problema di organico degli uffici, perché ci sono tante risorse nuove che si stanno integrando e hanno bisogno di un po’ di tempo per rendere al massimo”.
Alessandro Castellani
