Viterbo – (s.c.) – Rievocato ieri sotto la pioggia, e nell’incertezza del tempo cattivo, il 772esimo anniversario dell’esilio di santa Rosa.
Viterbo – Esilio di Santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario
In diverse persone, infatti, ieri mattina domenica 4 dicembre, si sono riunite per iniziare a camminare dalla chiesa della Crocetta verso i boschi dei monti Cimini per rievocare l’esilio della santa patrona di Viterbo avvenuto il 4 dicembre 1250 quando questa, cacciata da Viterbo, si recò prima a Soriano nel Cimino e poi a Vitorchiano prima di rientrare a Viterbo.
Il fatto più importante della vita della santa patrona della città, perché fu per lei una specie di condanna a morte. Infatti morì il 6 marzo seguente, circa tre mesi dopo il suo rientro.
Viterbo – Esilio di Santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario
Un breve giro di consultazione con gli stakeholder dell’iniziativa (Sapori d’Italia di Clelia Picano, Paola Mangano con il marito Giulio, tenuta Sant’Egidio di Soriano nel Cimino, Croce rossa italiana) e poi la saggia decisione di non avventurarsi all’interno dei boschi in una giornata dalle condizioni meteo proibitive.
La pioggia della notte, che ha continuato a cadere anche durante la mattinata, e le previsioni meteo avverse molto incerte e preoccupanti, hanno indotto gli organizzatori, per prudenza, a mettere in esecuzione il “piano b”. Un’approfondita visita alla chiesa della Crocetta, primo luogo di sepoltura della Santa, effettuato grazie alla disponibilità di padre Antonio e del custode Orfeo, e poi partenza per un giro nella città che l’ha vista nascere, crescere e morire in giovanissima età.
Viterbo – Esilio di Santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario
Dalla chiesa della Crocetta il gruppo si è diretto verso il museo nazionale Etrusco della Rocca Albornoz dove si è svolta un’interessantissima visita guidata a cura di Anna Rita Properzi. Tappa successiva il palazzo Brugiotti con il museo della ceramica nei locali di proprietà della fondazione Carivit. A seguire il museo colle del duomo con lo splendido palazzo dei papi.
Ad accompagnare il gruppo, tra gli altri, anche la Croce rossa italiana sezione di Viterbo, insieme a Silvio Cappelli, Serafino Cutigni, Mimmo Donato e Roberto Ceccariglia.
Viterbo – Esilio di Santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario
La manifestazione è stata organizzata dall’associazione culturale Take off, presieduta da Silvio Cappelli, con il patrocinio dei comuni di Viterbo, Soriano nel Cimino, Vitorchiano, Gramas – Rete delle grandi Macchine a spalla, Sodalizio facchini di Santa Rosa, associazione Gea – Gestione ed educazione ambientale.
All’interno del museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz si sono potuti ammirare i risultati degli scavi dell’istituto svedese nei siti di San Giovenale e di Acquarossa, vere pietre miliari per la conoscenza degli abitati etruschi di VII- VI sec. a.C.
Viterbo – Esilio di Santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario
Al primo piano due interessanti sezioni dedicate al centro etrusco-romano di Ferento nei pressi di Viterbo, con la ricostruzione della scena del teatro decorata dalle statue delle Muse, e la presentazione del sito di Musarna, anch’esso vicino a Viterbo, che grazie agli scavi della Scuola francese ha permesso di gettare nuova luce su di un centro etrusco dell’interno nel periodo della romanizzazione: a tale proposito è stato di notevole gradimento l’eccezionale mosaico con iscrizione etrusca ivi rinvenuto. Per finire, all’ultimo piano, il gruppo ha visitato le sale con i corredi funerari dei più importanti centri dell’Etruria meridionale interna compresa la sala della prestigiosa tomba della biga etrusca trovata ad Ischia di Castro con la particolare sepoltura nel dromos della tomba di due piccoli cavalli.
Dulcis in fundo, attraversando il loggiato di Paolo III Farnese, si è arrivati nella stanza che custodisce una delle ultime scoperte legate al sacello di Demetra risalente alla fine del III e gli inizi del II sec. A. C. che è stato ritrovato nel 2006 nell’area archeologica di Vetralla. La ricostruzione del tempietto che conserva all’interno la statuetta in terracotta della dea Demetra racconta il mito greco e la capacità di scolpire già con estrema raffinatezza.
Viterbo – Esilio di Santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario
Tra una visita e l’altra un bel momento di ristoro a base di ciambelline e bombe alla crema fritte e thè.
All’interno del museo della ceramica, è apparsa subito per i visitatori, una collezione splendida che racconta la storia e le attività della Viterbo medievale e rinascimentale valorizzata dalle sapienti parole della guida turistica. Dalla panata viterbese alla zaffera, tanti i pezzi originali recuperati nei “butti” delle abitazioni, pozzi di scarico scavati nella roccia che hanno restituito dei veri e propri tesori. Subito dopo visita al museo colle del duomo e dello splendido palazzo dei papi con la sala del Conclave, la sala Gualterio e le splendide opere conservate nella pinacoteca.
Il percorso di visita, che inizia dal vicino museo colle del duomo, è stato arricchito dalla visita della monumentale sacrestia nascosta della cattedrale di San Lorenzo voluta dal cardinale Muzio Gallo, completamente rivestita in radica di noce ed oro con affreschi sulla volta.
Nella galleria d’arte è stato anche possibile conoscere l’arte espressa nel territorio a partire dal XIII secolo con la Madonna della Carbonara. Ma la visita ha permesso di godere anche dei capolavori di Benvenuto di Giovanni, della “Crocefissione” tradizionalmente attribuita al grande Michelangelo e del caravaggesco Bartolomeo Cavarozzi fino alle opere dei protagonisti del Settecento romano come Domenico Corvi. Opere pittoriche, inoltre, presenti anche nel percorso guidato dove si è potuto ammirare, tra gli altri, il capolavoro di Giovan Francesco Romanelli.
Gallery: Esilio di santa Rosa, la rievocazione del 772esimo anniversario





