Viterbo – “Una famiglia di sei persone in mezzo alla strada a Natale, quando pensavamo di ripartire dopo la pandemia”. Trenino e altre attrazioni viaggianti per bambini. A Viterbo, Dino Masseroni è presente da una vita per le festività natalizie e non solo. Anche a santa Rosa.
Pensava d’esserci pure quest’anno. Invece, senza preavviso, dal comune ha saputo che per loro nel capoluogo non c’era più posto. Si va nelle frazioni, a Viterbo i più piccoli si divertiranno in altro modo.
Viterbo – Il trenino di Natale
La famiglia Masseroni ne è venuta a conoscenza per caso. “Il 24 novembre – dice Dino Masseroni – abbiamo contattato l’amministrazione per gli adempimenti burocratici e abbiamo saputo che non avremmo ottenuto lo spazio consueto”. La decisione da parte dell’amministrazione comunale è stata un fulmine a ciel sereno.
“Sono 24 anni che portiamo il trenino per i bambini – ricorda Masseroni – abbiamo iniziato con piazza Erbe, poi a piazza Repubblica, al Sacrario e quindi a piazza Unità d’Italia. A Natale abbiamo sempre trovato un accordo”. Non stavolta.
Il capotreno Frontini ha spostato il capolinea nelle frazioni.
“Per noi questo è un lavoro. Già a Viterbo è nel fine settimana che si arrotonda, durante gli altri giorni, meno”. Figurarsi in luoghi dove di gente ce n’è meno. “Faccio presente che le spese sono tutte a nostro carico, l’amministrazione non sostiene nulla. Se c’è brutto tempo e non si lavora, siamo noi a rimetterci”.
Viterbo per la famiglia Masseroni è una tappa fissa. “Siamo tre mesi a Tarquinia, poi ci spostiamo in Umbria a Pasqua. Non è che mi alzo una mattina e di punto in bianco prendo e vado a Roma. Impensabile. Ogni operatore ha il suo spazio, io avevo quello a Viterbo”.
Viterbo – La giostra di Natale
Tra l’altro, per venire incontro alle esigenze dell’amministrazione, hanno pure affrontato alcune spese. “Proprio perché siamo nel centro storico – ricorda Masseroni – e occorre installare qualcosa di consono, lo scorso anno abbiamo acquistato una giostra nuova, adatta al contesto. Diversa da quella che utilizziamo per il luna park a santa Rosa.
Lì va bene, ma in città serviva qualcosa di diverso. Non si aspettavamo d’essere esclusi”.
Diverse volte hanno provato a contattare l’amministrazione, la stessa sindaca Chiara Frontini. “Anche con messaggi dal numero con cui ci ha chiamati”. Niente.
“Volevamo prendere un appuntamento per parlarne, trovare una soluzione. Altri anni siamo stati contattati, una soluzione si trova”. Macché.
Le stranezze di un Natale, per cui alle bancarelle tradizionali preferisce insalata e carote, con tutto il rispetto per le verdure, ma un sedano non fa proprio Natale.
O attrazioni nel cuore di Viterbo, che potevano essere allestite parecchio meglio. Eppure ci sono. Invece il trenino per i bambini è stato fatto deragliare.
Giuseppe Ferlicca
– Niente mercatini e via pure le giostre, felice Natale dal comune

