Orte – (sil.co.) – Tra le vittime di un sedicente commercialista di Orte ci sarebbe anche un geometra cinquantenne del capoluogo, sentito ieri come parte civile alla prima udienza di uno dei processi per truffa al “professionista”, su cui ha indagato negli ultimi anni per la procura di Viterbo la pm Paola Conti, individuando una ventina di parti offese per più filoni. Avrebbe “smarrito” circa novemila euro per servizi mai resi.
Carabinieri
Analogo ad altri casi già passati al vaglio del tribunale del Riello il copione. “L’ho conosciuto tramite un agente assicurativo e siccome io non avevo mai tempo per farlo personalmente, ho deciso di chiedergli se poteva farmi un controllo sulle cartelle di Equitalia”, ha spiegato il geometra in aula.
Era il 2016 e nel giro di un paio di anni, oltre al rapporto professionale, sarebbe nata anche una bella amicizia, fatta di reciproche confidenze. “Mi ha detto che conosceva personalmente il papa”, ha spiegato il geometra, dicendo di non avere avuto motivi per dubitare.
Nel frattempo, per servizi che solo successivamente ha scoperto non essergli mai stati resi, la presunta vittima aveva sganciato all’imputato una somma attorno ai novemila euro in contanti.
“Ho capito che era tutta una truffa quando mi hanno chiamato i carabinieri di Orte e ho scoperto che mi aveva intestato tutte le utenze del suo studio, usando i miei dati che aveva carpito dai documenti che gli avevo dato per risolvere i problemi delle cartelle”, ha proseguito.
“La prima volta, mi disse che si era informato e avevo cartelle per 19mila euro, ma che grazie alle sue conoscenze era riuscito a pattuire tremila euro con Equitalia per annullarle, da versare prima delle feste. Gli dissi ‘va bene, farò un Natale di magro’. Ero tranquillo, mi fidavo. Successivamente gli ho dato altri soldi in contanti, tremila euro per mia moglie e altri tremila euro circa per il trasferimento di un mutuo a una banca tedesca più conveniente della mia”.
Dopo le “rivelazioni” dei carabinieri, suo malgrado il geometra ha sporto denuncia direttamente in caserma a Orte, anche se vive a Viterbo.
Era il 19 marzo 2018. A luglio la prossima udienza, entro l’autunno 2023, salvo imprevisti, dovrebbe arrivare la sentenza.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
