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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Un palcoscenico che fa sospettare la musica, tutti lì ad attendere quei ragazzi che iniziano a cantare e suonare. Il loro tocco magico si fa sempre più vivo, più vero, e con rumori platonici, senti quella musica così viva, così creativa, decisamente bella. Ma poi tamburi e chitarre, con i loro sorrisi, mi hanno trasmesso la verità della vita: la libertà di non stare sola su di un letto priva di iniziative. Per me ci vuole questo, di solito faccio solo ciò che amo fare, e non sentiamo la solitudine con la musica terapia e vera. Chi vincerà, loro o noi? Soprattutto noi. Perché abbiamo assimilato la loro energia, spirituale per l’anima. Ma i ragazzi sono stati i primi a vincere…”.
Come, in modo commovente, testimonia questa lettera aperta di Maria Laura, ospite di Villa Rosa, davvero intensa l’empatia venutasi a creare, mercoledì scorso, tra ospiti della rsa Villa Rosa e studenti del liceo Santa Rosa da Viterbo. La storica scuola viterbese era appresentata nei suoi indirizzi di scienze umane e musicale in performance sul palco della struttura sanitaria, per trascorrere un pomeriggio intessuto di canti della tradizione popolare dell’Italia meridionale e di poesie in vernacolo viterbese, tratte dalla ricca produzione di Edilio Mecarini e Ostelvio Celestini.
Le note del gruppo di musica popolare del liceo, guidato dagli insegnanti Di Paolo e Bottiglioni, e le letture natalizie, coordinate dai docenti del gruppo di lavoro della biblioteca d’istituto, hanno intrattenuto il pubblico per celebrare degnamente l’avvicinarsi del Natale e sottolineare con forza l’importanza di una costante osmosi tra il “dentro” e il “fuori”. Fino a confondere i due elementi in un solo contesto fatto di integrazione e condivisione.
A intermezzare gli accordi e le parole a sfondo amoroso di “Garofano d’ammore”, quelli ribelli ed energici di “Brigante se more” e “Vulesse addeventare nu brigante” e quelli natalizi di “La Santa allegrezza”; i ricordi e le riflessioni sullo spirito e sul senso della festa della nascita di Cristo che caratterizzano poesie come “Natale de ‘na vòrta” e “Viggija de Natale”. Con un’attenzione particolare, sia nel caso dei brani musicali, sia in quello dei versi dialettali, alla ricostruzione di suoni e dizione originali e corretti.
Un ringraziamento, da parte degli alunni, alla dirigenza e al personale di “Villa Rosa”, nonché al dirigente scolastico Alessandro Ernestini, sempre disponibile all’apertura della scuola verso il mondo esterno.
Cristina Montella della 5BU
Liceo delle scienze umane, musicale e coreutico Santa Rosa
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