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“Iniziative di Natale bocciate e poi ripescate, la toppa è peggio del buco…”

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Giulio Della Rocca

Giulio Della Rocca

Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi

Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Iniziative di Natale, tra bocciature e ripescaggi per Giulio Della Rocca non c’è dubbio. “Qui la toppa è stata peggio del buco”. Promotore di Tuscia in Fiore Vernissage, la sua proposta non ha raggiunto il punteggio minimo per ottenere i finanziamento del comune, ma lui non si arrende: “Non vengo meno alla parola data e a Viterbo porterò 120 artisti internazionali”. Anche senza i soldi di palazzo dei Priori. E spiega il perché.

Con Tuscia in Fiore ha deciso di partecipare all’avviso pubblico del comune per le iniziative natalizie. La sua richiesta è stata di 20mila euro, ma il punteggio attribuito in graduatoria alla sua iniziativa è stato inferiore a 60 e questo non ha permesso di ottenere il contributo. Poi il ripescaggio avvenuto con una delibera di giunta e ora la decisione di non beneficiare dei 5mila euro assegnati. Perché questa scelta? 
“Purtroppo le premesse della domanda sono imprecise. A luglio presentammo il progetto di Tuscia in Fiore Vernissage e l’assessore Alfonso Antoniozzi ci promise 5mila euro e il patrocinio oneroso. Nella lettera di proposta, parlò della volontà di concederci questi soldi o, in alternativa, ci prospettò la possibilità di partecipare al bando per le iniziative culturali natalizie. In buona fede ho interpretato questo invito a provare a prendere qualcosa in più. Quello che invece l’assessore intendeva era un aut-aut”.

O i 5mila del patrocinio o la partecipazione al bando, quindi…
“Esatto. Erano le due alternative sul tavolo”.

Ha così partecipato al bando. L’iniziativa di Tuscia in Fiore è stata bocciata. Poi ripescata. Ma ha deciso di rifiutare i fondi, perché?
“Ho partecipato al bando in buona fede e la mia proposta è stata bocciata per non aver raggiunto il punteggio minimo per la concessione dei fondi. Successivamente la giunta mi ha ripescato. Ma ho rinunciato perché l’assessore mi ha spiegato di essere stato l’unico a partecipare al bando, comunque sicuro di prendere i 5mila euro del patrocinio. E questo non era completamente giusto. Ho convenuto con lui e ho così rinunciato ai soldi promessi a luglio. D’altronde ho deciso di partecipare al bando, ho corso il rischio, è andata male e non è giusto che ora benefici del patrocinio”. 

Rifiutare i fondi che ora le sono stati concessi dal comune, equivale a rinunciare a organizzare la sua iniziativa del tutto? O porterà avanti comunque il progetto in maniera autonoma?
“Rimango a bocca asciutta, certo. Ma l’evento si farà comunque. Tuscia in fiore Vernissage avverrà e l’iniziativa andrà avanti. Abbiamo invitato persone e ospiti da mesi. E io non vengo mai meno alla mia parola. Ci saranno 120 artisti coinvolti. Anche locali. È impensabile che io mi rimangi quanto detto. Io vado avanti con la mia strada”.

Di cosa si tratta?
“Dalle 16 alle 29 dei giorni 7, 8, 9 e 10 dicembre sotto i portici di piazza della Rocca ci sarà un programma continuo di musica e arte. La scuola Egidi che farà musica classica, ci saranno gruppi di ballo che faranno spettacoli, concerti di musica jazz, e dalle 18 alle 18,30 ci saranno rapper. Trenta rapper della zona che si esibiranno in acrobatici free style. Poi alle 19 ogni giorno ci saranno artisti internazionali che noi abbiamo selezionato. Almeno 120 quelli che arriveranno a Viterbo”. 

I 5mila euro offerti dal comune avrebbero ammortizzato le spese dell’organizzazione?
“5mila sono solo i biglietti aerei per far venire gli artisti. Poi c’è il palco, c’è la comunicazione da mesi, c’è il vitto e c’è l’alloggio. La spesa per organizzare l’evento supera i 20mila euro”. 

Sono arrivate spiegazioni da parte del comune sulle modalità di ripescaggio delle iniziative che in prima istanza non hanno raggiunto il punteggio di 60? Le è stata comunicata la ratio dietro a tali decisioni?
“Tra le altre voci di giudizio delle varie iniziative, stando a quanto mi ha riferito l’assessore, c’era la voce ‘qualità’ della proposta. La giunta ha guardato solamente questo aspetto e ha scelto, secondo quel particolare metro di giudizio, le proposte migliori per la città. E le ha ripescate. Non solo, proprio in virtù della ‘qualità’ della proposta sono state giudicate meritevoli iniziative che non hanno neppure partecipato al bando. È il caso dell’associazione Juppiter. Considerata meritevole e quindi premiata”.

È normale secondo lei che una giunta prima adotti un metodo e poi lo stravolga? 
“Penso che la giunta abbia provato ad aggiustare una cosa fatta male sbagliando ancora di più. Hanno provato a mettere, in buona fede, una toppa che si è rivelata peggiore del buco. Perché ad esempio se è vero che hanno scelto qualcosa che piaceva loro, andiamo ancora avanti con queste elemosine? Questi spiccioli? E finanziamoli per intero questi progetti che portano lustro alla città. Se una realtà come Viterbo con Amore ti chiede 9mila euro, e diamoglieli…”.

Lei ha criticato pesantemente il bando del comune per le iniziative di Natale. Cosa non andava? 
“Il bando per le iniziative di Natale di concetto è cosa buona e giusto. È ottimo per la città che ci siano attività e associazioni che realizzino progetti. Ci mancherebbe altro. Ma i parametri stringenti adottati da questi commissari andrebbero ripensati. La cosa più grave di tutte è che non c’è una forma standard per realizzare bandi di questo livello. Secondo me ci dovrebbero essere dieci professionisti che si occupano di attività culturali e che danno la propria disponibilità ad essere commissari selezionati a sorte, anche pagati anziché a titolo di favore, e mettere a disposizione della cosa pubblica le loro competenze. Potrei benissimo già fare due nomi. Gaetano Carramusa e Stefano Fringuelli che da 40 anni fanno eventi e ne hanno vissute di cose, sarebbero senz’altro meglio dei due commissari selezionati questa volta… Non è il loro mestiere e si vede. Andrò comunque fino in fondo su questo bando. Ho fatto richiesta di accesso agli atti perché ho intenzione di fare chiarezza”. 

Lei ha appoggiato la candidatura di Chiara Frontini, si aspettava che avrebbero adottato questi metodi?
“Io appoggiai Chiara nel 2018. Anzi, mi sento di dire di averla portata dall’oscurità al ballottaggio. Anche se lei non sarà mai d’accordo. Poi ci siamo allontanati vista la mia volontà di presentarmi come sindaco. Chiara è una persona sulle cui capacità intellettuali non c’è da discutere. È intelligentissima e capacissima. In questo momento hanno davvero troppa carne al fuoco e come stanno gestendo il tutto non mi piace affatto. Dovrebbero affrontare un problema alla volta e farlo con criterio. Sono bravissime persone. Tutte. Hanno il 60% della popolazione di Viterbo dalla loro parte. Tutte persone pronte ad aiutarle, ma non chiedono aiuto a nessuno. Ed è qui il limite più grosso. Vivere questo momento di onnipotenza, che li porta però a sbagliare”.

Cosa pensa ora di questa amministrazione?
“Occorre aspettare giugno 2023 per esprimere giudizi. Ora è davvero troppo presto”.

Barbara Bianchi


Articoli: Contributi a iniziative di Natale, Tuscia in Fiore dice no… – Ma che sei er fijo de l’oca bianca? di Ernie Souchak from Chicago – Cartellone di Natale, ripescate sette iniziative bocciate dalla commissione di Giuseppe Ferlicca – Giulio Della Rocca: “Il bando di Natale deve essere ben scritto…” – Giulio Della Rocca: “Bando di Natale: se sospettate che ci lucriamo, non dateci nulla…”

Documenti: Le graduatorie stabilite dalla commissione voluta dal comune


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