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Viterbo – (sil.co.) – Killer di camorra a Ponte di Cetti, in carcere uno dei tre presunti fiancheggiatori di Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola, tra i quali due fiorai ambulanti che all’epoca risiedevano in un casale di Ponte di Cetti dove il 22 marzo 2016, nel corso di un blitz della polizia, furono arrestati i sicari di Vincenzo Amendola, un 18enne ucciso a Napoli a colpi di pistola in faccia il precedente 5 febbraio.
Si tratta di Domenico Gianniello, davanti al collegio del tribunale di Viterbo con Pasquale Gianniello e Giulio De Martino, tutti e tre imputati in concorso di favoreggiamento aggravato dal fine di agevolare un’associazione di stampo mafioso.
Gianniello è stato arrestato esattamente un mese fa – il 28 novembre – nell’ambito di un’indagine per associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione di armi a carico di presunti appartenenti al cartello camorristico denominato De Luca-Bossa-Casella-Minichini-Rinaldi-Reale.
Una vasta indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, avviata un mese dopo l’arresto di Formicola e Tabasco, nell’aprile 2016, in seguito ad un sequestro di droga e di alcuni manoscritti.
Il processo ai tre presunti fiancheggiatori di camorra, che sarebbe dovuto riprendere il 13 dicembre, è stato rinviato per l’assenza dei due agenti della squadra mobile di Napoli la cui testimonianza è stata chiesta dalla difesa per capire gli effettivi legami degli imputati col clan Formicola.
Gianniello, nato 39 anni fa a San Giorgio a Cremano, è tra i 57 arrestati – su un totale di 63 indagati – per cui lo scorso 28 novembre è stata applicata la misura di custodia cautelare in carcere, nel corso dell’operazione anticamorra di carabinieri e polizia che ha avuto come teatro il quartiere Ponticelli di Napoli.
Da settembre 2020 l’indagine avviata nella primavera 2016 si è ampliata, in seguito a diversi atti intimidatori nei confronti di cittadini del quartiere Ponticelli, ai quali sarebbero state chieste somme di denaro in cambio del mantenimento o dell’ottenimento di alloggi popolari,
Domenico Gianniello è parente dei due killer latitanti scovati sei anni fa a Ponte di Cetti, a loro volta legati da un vincolo di parentela, cugini tra loro. Per lui e gli altri due imputati il processo di Viterbo riprenderà il prossimo 16 maggio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


