Capranica – Riceviamo e pubblichiamo – Si terrà a Capranica sabato 17 dicembre 2022 alle ore 17:00 presso la Sala “Kimairah”, sita in via Romana 62 (scendere le scale pubbliche a sinistra del Municipio e poi girare a sx), una conferenza sul tema: “La Chiesa e l’amministrazione della giustizia: note sulle procedure giudiziarie tra IX e XV secolo”.
L’avvenimento culturale fa parte del ciclo di conferenze per la stagione 2022-2023 voluto dal Centro di Studi Storici e Archeologici con sede in Capranica, di cui è Presidente il prof. Carlo Maria D’Orazi con la collaborazione dell’associazione culturale “Kimairah” di cui è Presidente Antonio Barella di Capranica.
Relatrice della conferenza sarà la prof.ssa Francesca Macino che si è laureata in “Lettere Classiche” nel 1996, ha conseguito nel 2000 il diploma di “Archivista Paleografa” presso la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari della “Sapienza Università di Roma” e, nel 2005, il titolo di dottoressa di ricerca in “Scienze del testo e del libro manoscritto” presso l’Università di Cassino.
Docente di ruolo di materie letterarie e latino nei Licei dal 2001, nel biennio 2004/2006 è stata titolare di assegno di ricerca per il settore scientifico-disciplinare M-STO/09 presso la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari; per l’Anno Accademico 2006/2007 è stata titolare di contratto sostitutivo per l’insegnamento di “Codicologia” presso la stessa Scuola Speciale.
Dal 2013 è ricercatrice per il settore scientifico-disciplinare di “Storia del diritto medievale e moderno” presso il Dipartimento di “Scienze giuridiche” della Facoltà di Giurisprudenza della “Sapienza Università di Roma” di cui la prof.ssa Laura Moscati è, invece, la coordinatrice della “Sezione di Storia del diritto italiano” ed è anche membro della Giunta del Dipartimento di “Scienze giuridiche”; ricordiamo che la prof.ssa Laura Moscati è figlia del famoso professore, archeologo e divulgatore scientifico Sabatino Moscati.
Tra le pubblicazioni della prof.ssa Francesca Macino ricordiamo: Sulle tracce delle Istituzioni di Giustiniano nell’Alto Medioevo, “Studi e Testi” 446, Biblioteca Apostolica Vaticana 2008; L’“hypòmnema” dalla prassi amministrativa dell’età imperiale romana alla prassi negoziale dell’Alto Medioevo, in Civiltà del Mediterraneo: interazioni grafiche e culturali attraverso libri, documenti, epigrafi, a cura di L. D’Arienzo – S. Lucà, Spoleto 2018; Sulla storiografia giuridica europea dell’Ottocento in tema di diritto longobardo, in “Historia et ius” 15 (2019); La verità e i suoi significati. Note sulla dottrina civilistica di diritto comune, Napoli 2020; “Extra petita”. Sugli effetti della clausola “sola facti veritate inspecta” nella dottrina tra XV e XVI secolo, in “Historia et ius” 20 (2021).
La conferenza tratterà dell’influenza della Chiesa e del suo diritto sull’evoluzione storica del processo, nell’esperienza giuridica medievale, che costituisce un fenomeno di grande rilievo, di cui ci si propone di seguire la vicenda attraverso alcune tappe particolarmente significative, dal fondamentale contributo al superamento della procedura ordalica di origine germanica all’elaborazione congiunta con la dottrina civilistica del processo romano-canonico all’introduzione della procedura sommaria, creazione canonistica destinata ad amplissima diffusione e fortuna in pressoché tutti i sistemi giuridici del Basso Medioevo.
All’ambito del processo sommario appartiene anche la procedura sola facti veritate inspecta, introdotta dalla “Rota romana” verso la fine del XIV secolo: la sua efficacia concerneva inizialmente l’abbreviazione dei termini per alcune cause precise, come quelle beneficiali e matrimoniali; successivamente, le vennero attribuiti effetti molto intensi quanto alla facoltà di deroga dai vincoli dell’ordo iuris, come addirittura la possibilità di ottenere ciò che non fosse stato dedotto in giudizio contro il principio Iudex ultra petita non eat (“Il giudice non vada oltre ciò che è richiesto”), una delle regulae iuris fondamentali in materia giudiziaria. La storia di questo modus procedendi, ben presto adottato anche dalle giurisdizioni civili, costituisce un ulteriore, rilevante esempio del ruolo centrale della Chiesa nello sviluppo della giustizia medievale.
Carlo Maria D’Orazi presidente del Centro di Studi Storici e Archeologici
