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“Con la flat tax dipendenti e pensionati pagheranno oltre l’800% di imposte in più rispetto agli autonomi”

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Viterbo – “Con la flat tax dipendenti e pensionati pagheranno oltre l’800% di imposte in più rispetto agli autonomi con un fatturato di 85 mila euro”. A dirlo è il segretario generale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti. E a metterlo, nero su bianco, è il servizio politiche fiscali dell’Unione italiana del lavoro diretto da Domenico Procacci. Uno studio sugli effetti della flat tax che il sindacalista viterbese ha definito “uno strumento contrario a una tassazione giusta ed equa, perché un lavoratore autonomo verserebbe fino a 27 mila euro di Irpef in meno”.

“Prevedere regimi forfettari, a vantaggio di particolari categorie – prosegue Turchetti – crea disuguaglianze tra le persone e carica sempre più sulle sole spalle dei dipendenti e pensionati il peso dell’Irpef. Già dalle dichiarazioni 2020 emerge che queste due categorie versano oltre il 96% dell’Irpef netta e ormai rappresentano l’89% dei cittadini che pagano l’Irpef. Un dato che per effetto della Flat tax non potrà che aumentare. Di fatto, l’Irpef, più che un’imposta sui redditi, è una tassa su salari e pensioni”.


Giancarlo Turchetti

Il segretario generale della Uil Giancarlo Turchetti


Secondo i dati del Mef, relativi alle dichiarazioni 2020, i dipendenti hanno versato il 61,1% del totale dell’Irpef netta, mentre i pensionati hanno versato il 35,2% dell’imposta netta. In pratica, dipendenti e pensionati, che sono l’89,9% dei soggetti che pagano l’Irpef hanno versato il 96,3% dell’Irpef totale nel 2020.

Nello studio realizzato dalla Uil si evidenzia come la differenza tra autonomi con un fatturato di 85 mila euro e pensionati e dipendenti con un reddito equivalente, può raggiungere, nei casi estremi, oltre l’800% di imposte versate in più da parte di questi ultimi. In pratica in questi casi un lavoratore autonomo verserebbe fino a 27 mila euro di Irpef in meno ogni anno, senza contare lo sconto sui contributi previdenziali.

“Una differenza enorme – sottolinea il segretario generale dell Uil di Viterbo – che non trova giustificazione. Uno stato democratico deve fondarsi su un fisco equo e progressivo così come previsto dalla nostra Costituzione. Serve una vera riforma che diminuisca il carico fiscale per i dipendenti e i pensionati improntando il sistema a una piena progressività e allargando la base imponibile dell’imposta sui redditi. Parallelamente si deve investire in una vera battaglia contro l’evasione fiscale, un male endemico del nostro paese, che ogni anno sottrae ai cittadini oltre 100 miliardi di euro, l’equivalente dell’importo speso per 3 leggi di bilancio, e meno della metà dell’intero Pnrr”.

Daniele Camilli


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