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Macchina del fango, tutto prescritto ma il “colpo di spugna” potrebbe riservare sorprese

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Massimiliano Siddi

Massimiliano Siddi

Viterbo – (sil.co.) – Macchina del fango e Vinitaly, estinti tutti i reati per prescrizione dopo che ieri il pm Massimiliano Siddi ha riqualificato la tentata concussione in tentata induzione.

Ma non è ancora finita. Gli imputati hanno infatti tempo fino al 21 dicembre per decidere se accettare il colpo di spugna, “né colpevoli, né innocenti”, oppure rinunciare alla prescrizione e chiedere ai propri difensori di discutere nel merito per l’assoluzione. 

Il processo, insomma, potrebbe riservare ancora qualche colpo di scena. L’udienza è stata rinviata alla vigilia di Natale per dare tempo alle difese di informare gli imputati e chiedere loro se vogliano accettare la conclusione “né colpevoli, né innocenti” oppure discutere nel merito con l’obiettivo dell’assoluzione.

Nel caso nessuno decida di rinunciare alla prescrizione, il 21 dicembre la parola passerà direttamente al pm che formalizzerà la richiesta di non luogo a procedere per estinzione dei reati a seguito di intervenuta prescrizione. 

Otto gli imputati. Sono il giornalista Paolo Gianlorenzo, l’ex assessora regionale Angela Birindelli, l’ex patron della Viterbese calcio e imprenditore Giuseppe Fiaschetti, la giornalista Viviana Tartaglini, l’impiegato dell’agenzia delle entrate Luciano Rossini, l’ex dipendente della Asl, Sara Bracoloni, l’ex direttore dell’assessorato all’agricoltura, Roberto Ottaviani e l’ex commissario straordinario dell’Arsial, Erder Mazzocchi.

A chiedere il rinvio ad altra udienza è stato uno dei difensori, l’avvocato Violanti Dimitri, che assiste l’impiegato dell’agenzia delle entrate Luciano Rossini, il quale ha espressamente chiesto al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini  di rinviare la discussione per dare tempo all’imputato di decidere se accettare la prescrizione oppure rinunciare e in tal caso chiedere al suo legale di discutere per l’assoluzione nel merito.

Non era presente in aula nessuna delle cinque parti civili. Sono l’ex redattore dell’Opinione di Viterbo Daniele Camilli, il deputato forzista Francesco Battistoni, l’imprenditore e sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli, la Regione Lazio e Antonio Riccardi (il presunto prestanome di Giuseppe Ciarrapico, ex senatore Pdl ed ex editore di Gianlorenzo, il quale si sarebbe spacciato per lui per ottenere informazioni scottanti al telefono). 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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