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Mafia viterbese bis, inammissibile il ricorso dei tre complici dei fratelli Rebeshi

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Il blitz del 28 novembre 2019 in cui è stato arrestato David Rebeshi (nel riquadro il fratello Ismail)

Mafia viterbese – Il blitz in cui è stato catturato David Rebeshi, nel riquadro il boss Ismail


Viterbo – Estorsione con metodo mafioso, no della cassazione al ricorso presentato dai tre albanesi presunti complici dei fratelli Ismail e David Rebeshi, nell’ipotesi accusatoria della Dda di Roma, in due casi di estorsione con metodo mafioso ai danni di un ristoratore e di un commerciante di auto viterbesi.

La suprema corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai difensori del 32enne Must Lleshi, del 24enne FIavio Hysa e del 25enne Alban Kacorri, due dei quali assistiti da una legale albanese con studio a Roma e uno dall’avvocato Samuele De Santis del foro di Viterbo. Diventa così definitiva la condanna a otto anni e quattro mesi di reclusione. Anche se per loro c’è ancora una speranza: per il tribunale di Viterbo, che ha giudicato un mese fa i fratelli Rebeshi, non sussiste infatti l’aggravante del metodo mafioso. 

L’avvocato De Santis, al riguardo, si dice pronto a tentare la revocatoria non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 15 novembre, il collegio del tribunale di Viterbo, escludendo il metodo mafioso, ha condannato in primo grado David Rebeshi a cinque anni di reclusione e assolto il fratello boss di mafia viterbese Ismail Rebeshi. David e Ismail, a differenza dei tre presunti complici, hanno scelto il rito abbreviato. Contro la sentenza potrà fare appello la procura generale. 

Sulle condanne di Lleshi, Hysa e Kacorri, che a suo tempo hanno scelto il rito abbreviato, pesa invece l’aggravante del metodo mafioso, riconosciuta in primo grado e confermata al processo d’appello. In secondo grado hanno beneficiato di uno sconto di pena, da 9 anni e 4 mesi di reclusione a 8 anni e 4 mesi ciascuno. 

E’ il cosiddetto filone “bis” di mafia viterbese. I tre giovani albanesi sono in carcere dal 29 novembre 2019, quando sono stati arrestati in flagranza dai carabinieri a Tuscania, mentre David Rebeshi si faceva consegnare soldi da un ristoratore. 

Silvana Cortignani


Roma - La corte di cassazione

Roma – La corte di cassazione


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