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“Manifestazioni natalizie fuori bando, una scelta discrezionale della giunta…”

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Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi

Viterbo – Gentilissimo Ernie Souchak,
eccomi con gioia a rispondere alle sue domande, il pensiero che lei non possa dormire la notte per causa del mio silenzio sarebbe per me fonte di viva preoccupazione, mi creda.


 – Ma che sei er fijo de l’oca bianca? di Ernie Souchak from Chicago


1) Illustrissimo assessore Antoniozzi, ci può spiegare perché è stato fatto un bando con tanto di commissione di esperti, forse con l’intento di finanziare iniziative di qualità, e poi la giunta, di cui lei fa parte, dà contributi a capocchia a chi vuole? E proprio ad alcuni che erano stati esclusi dalla commissione e financo a chi aveva il punteggio tra i peggiori.

L’intento del bando era precisamente quello di assicurare una programmazione di qualità per gli eventi natalizi. Proprio in virtù di questo obiettivo non solo si è ritenuto di assegnare fino a 20.000 euro per evento alle proposte eventualmente meritevoli a seguito di graduatoria ma è stata anche posta una soglia minima di sbarramento per la presentazione delle domande che, per la città, era fissata a diecimila euro. A seguito di questa decisione e dell’operato di una commissione attenta, preparata e rigorosa, solo cinque progetti hanno superato la soglia dei sessanta punti.

Giova ricordare che ogni bando è articolato in modo che al punteggio globale riscosso dai progetti presentati concorrano una serie di voci. Nel caso specifico, venivano attribuiti punteggi per qualità del progetto, capacità di avere cofinanziamenti o collaborazioni, scelta della location (nella fattispecie precise zone in cui l’amministrazione avrebbe voluto si svolgessero iniziative) e attinenza al tema natalizio. Nei progetti vincitori del bando ha pesato in maniera significativa la voce qualità: su un massimo di 35 punti possibili, il punteggio di qualità minimo riscosso è stato 26. L’iter del bando si è concluso con la pubblicazione della graduatoria e l’assegnazione dei fondi a chi avesse ottenuto almeno sessanta punti.

Quando lei dice che la giunta ha, autonomamente e indipendentemente dal bando, finanziato “financo chi aveva il punteggio tra i peggiori” la sua affermazione si basa, com’è ovvio, sulla lettura del punteggio globale, ma non è affatto automatico che questo punteggio sia maturato grazie alla voce qualità. Anzi: in alcuni casi tra quelli da lei citati il punteggio alto è stato ottenuto a dispetto di una qualità giudicata bassa. Se la giunta avesse seguito il suo pensiero e si fosse ispirata al punteggio riscosso dalla commissione si sarebbe, in alcuni casi, trovata a finanziare eventi con un punteggio globale alto ma qualitativo basso. Quindi a saltare dal banco sarebbe stata proprio la sua premessa della scelta di qualità.

2) Lei che ne pensa dell’operato della sua giunta, che ha deciso in sua assenza? È d’accordo con le scelte della giunta? Premiare il demerito, stabilito dallo stesso comune e non da chi scrive, fa parte essenziale del suo operare?
Prima di partire per l’Oman, dove era necessario mi recassi per onorare un contratto firmato precedentemente al conferimento del mio incarico e concluso l’iter del bando con la pubblicazione della graduatoria, ho chiesto alla giunta di valutare in mia assenza se ci fossero tra le proposte pervenute agli atti dell’amministrazione (comprese quelle escluse dal bando) delle iniziative che ritenessero di interesse per la comunità cittadina. Peraltro osservo che le proposte che la giunta ha poi deciso di individuare tra quelle escluse dal bando avevano, nel giudizio della commissione, un elevato punteggio qualitativo.

Quindi laddove lei dice che si è premiato il demerito, si è in realtà premiato il merito e salvaguardata la qualità. Dunque non posso che appoggiare l’operato dei miei colleghi.

3) Non crede che, se si sceglie la via del merito e si stabiliscono dei criteri, bisognerebbe andare fino in fondo?
Senza dubbio. Spero che la risposta alle due domande precedenti abbia chiarito che è esattamente quello che è stato fatto.

4) Lei, che è uomo di mondo e di indiscutibile intelligenza, ci sa dire con quale criterio è stato fatto il ripescaggio di giunta?
Ancora una volta, non si tratta di un ripescaggio. Noterà che nella medesima delibera sono presenti anche progetti che non hanno partecipato al bando. Il bando era chiuso. La delibera non è in alcun modo legata al bando. Si tratta, come di normale prassi, di una scelta discrezionale della giunta che ha selezionato tra i progetti presenti agli atti dell’amministrazione quelli ritenuti di interesse per la comunità cittadina, come del resto è stato legittimamente fatto dal 2013, anno dell’entrata in vigore del regolamento dei contributi. Il criterio è dunque ciò che la giunta ha autonomamente e a sua discrezione ritenuto fosse di interesse per la comunità.

5) In questioni di attività culturali quanto conta la sua parola di assessore al ramo?
Conta al punto che secondo mie indicazioni è stata inserita in delibera una manifestazione che avevo ritenuto di interesse per la comunità cittadina già in agosto.
Spero che queste risposte abbiano chiarito i suoi dubbi. Stia riparato, che Chicago è città fredda e ventosa.

Un caro saluto e resto, come sempre, a sua disposizione.

Alfonso Antoniozzi
Vicesindaco e assessore alla Cultura e all’educazione


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Documenti: Le graduatorie stabilite dalla commissione voluta dal comune


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