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Il montefiasconese Giovanni Esperti tra gli autori del libro “Il coraggio della pace, 50 anni di non violenza e diritti”

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Roma – In tanti non vedevano l’ora di partire, ma tanti altri di imbracciare un’arma non ne volevano proprio sentire. E pur di non fare la leva obbligatoria erano pronti a rischiare tutto, perfino il carcere. A cinquant’anni esatti dall’approvazione della legge 772, che ha introdotto l’obiezione di coscienza al servizio militare, ieri mattina a Roma è stato presentato il libro “Il coraggio della pace, 50 anni di non violenza e diritti” scritto da Giovanni Esperti, 27enne di Montefiascone, e dai suoi colleghi Andrea Pantarelli e Alessandro Ricci.


Da sinistra: Alessandro Ricci, Giovanni Esperti, Andrea Pantarelli

Da sinistra: Alessandro Ricci, Giovanni Esperti, Andrea Pantarelli


Il libro, presentato presso il centro congressi della Sapienza, nasce con l’obiettivo di raccontare il lungo e tormentato iter che ha portato al riconoscimento dell’obiezione di coscienza alla leva obbligatoria e alla conseguente nascita del servizio civile. Un iter durato decenni e che ha visto come protagonisti tanti giovani, tante azioni di disobbedienza civile e tanti movimenti pacifisti. A guidare tutto questo, sulla scia del ‘68, c’era un modo completamente nuovo di intendere la società e le relazioni sociali.

Anche Giovanni Esperti ha preso parte un anno fa a un progetto di servizio civile. E lo ha fatto presso l’istituto di ricerche internazionali ‘Archivio Disarmo’ insieme agli altri due autori del libro. Un’esperienza, questa, al termine della quale i tre hanno deciso di approfondire la storia del servizio civile e il contesto sociopolitico che esattamente cinquant’anni fa ha portato il parlamento ad approvare quella legge storica.


Da sinistra Andrea Pantarelli, Alessandro Ricci, Giovanni Esperti

Da sinistra Andrea Pantarelli, Alessandro Ricci, Giovanni Esperti


“Gli obbligati alla leva che dichiarino di essere contrari in ogni circostanza all’uso personale delle armi per imprescindibili motivi di coscienza, possono essere ammessi a soddisfare l’obbligo del servizio militare nei modi previsti dalla presente legge. I motivi di coscienza addotti debbono essere attinenti ad una concezione generale della vita basata su profondi convincimenti religiosi o filosofici o morali professati dal soggetto”.

Inizia così il primo articolo della legge 772. Poche righe, forse neanche di facile comprensione. Eppure, come raccontano i tre ragazzi nel loro libro, hanno cambiato la storia del paese.


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