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Morte di Maria Sestina Arcuri, Landolfi condannato a 22 anni per omicidio

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri


Ronciglione – (sil.co.) – Morte di Maria Sestina Arcuri, per la corte d’assise d’appello di Roma, che ha ribaltato la sentenza d’assoluzione del tribunale di Viterbo, fu femminicidio. 

Landolfi è stato condannato a 22 anni per omicidio. Si è concluso così, poco prima delle 19 di oggi, il processo d’appello al 33enne accusato di avere spinto la fidanzata per le scale allo scopo di ucciderla.

Il 19 luglio 2021, Andrea Landolfi, difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, era stato assolto in primo grado dall’accusa di omicidio volontario e omissione di soccorso. Era stato invece condannato a 4 anni di reclusione per lesioni aggravate alla nonna, assistita dall’avvocato Gianluca Fontana, che ha sempre negato di essere stata picchiata dal nipote.

L’accusa, nella persona del pubblico ministero Franco Pacifici, aveva chiesto per Landolfi una condanna a 25 anni di carcere al termine dell’istruttoria del processo di primo grado celebrato a Viterbo. L’avvocato di parte civile Vincenzo Luccisano, per i genitori e i due fratelli della vittima, ha chiesto l’ergastolo.

Landolfi è il pugile romano 33enne (difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini) imputato della morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne originaria di Nocara, in provincia di Potenza, precipitata col fidanzato dalle scale di casa della nonna Mirella Iezzi, in via Papirio Serangeli a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il weekend col figlioletto di lui di 5 anni, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.

Contestualmente alla sentenza, nel 2021, è stato rimesso immediatamente in libertà tra le lacrime dei familiari, tra cui la nonna, la mamma, la sorella e le due zie materne cui è legatissimo.

Dopo oltre dieci ore e mezza di camera di consiglio, i sei giurati popolari della corte d’assise presieduta dal giudice Eugenio Turco, Roberto Colonnello a latere, hanno emesso la sentenza alle 20,10 del 19 luglio dell’anno scorso.

Il processo di Viterbo é entrato nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni in pieno lockdown, il 14 maggio 2020, senza nemmeno la stampa in aula. 

Maria Sestina Arcuri è morta mercoledì 6 febbraio 2019 all’ospedale di Belcolle, dopo un intervento chirurgico alla testa e due giorni di agonia. All’ospedale di Viterbo è giunta in ambulanza verso le 7 di lunedì 4 febbraio. L’allarme al 118 è giunto alle 5,56, quattro ore dopo la caduta.

Andrea Landolfi è finito in carcere sette mesi dopo quella maledetta notte tra il 3 e il 4 febbraio di tre anni fa. Il 33enne, per cui la procura di Viterbo ha chiesto l’arresto un mese dopo la tragedia, non appena depositato l’esito dell’autopsia, secondo cui la fidanzata è stata uccisa, è rimasto in carcere dal 25 settembre 2019 al 19 luglio 2021.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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