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“Nella Tuscia quasi 900 infortuni sul lavoro in soli 6 mesi”

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Viterbo – “Le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza sui posti di lavoro devono essere escluse dai bandi del Pnrr”. A chiederlo è il segretario generale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti. 

“E non bisogna soltanto guardare i dati drammatici delle morti sul lavoro – prosegue Turchetti -, ma anche i report sugli infortuni. Come l’ultimo pubblicato dalla Asl di Viterbo e dalla regione Lazio riguardante la Tuscia che ha registrato ben 873 infortuni sul lavoro soltanto nel primo semestre di quest’anno”.

Secondo i dati Asl, gli infortuni sul lavoro nella regione Lazio rappresentano il 7% degli infortuni totali in Italia. Gli infortuni in provincia di Viterbo, semestre gennaio-giugno 2022, costituiscono invece il 4,7% di quelli avvenuti in tutta la regione.


Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti


Spacchettando gli infortuni mese per mese, la tabella della Asl riportata nel rapporto vede 117 infortuni a gennaio, 135 a febbraio, 159 a marzo, 119 ad aprile, 184 a maggio e 159 a giugno.

“Circa il 74% dei casi – spiega poi il rapporto Asl Viterbo-regione Lazio – sono rappresentati da infortuni lievi (prima prognosi inferiore ai 20 giorni), il 21% di entità media (prognosi da 20 a 40 giorni), mentre 3 infortuni sul totale risultano di grave entità, con prima prognosi superiore ai 40 giorni. In circa il 5% degli infortuni i giorni di prognosi non sono indicati. Per questi infortuni infatti la registrazione della prognosi viene effettuata in un momento successivo rispetto alla redazione del primo certificato”.

“Gli incidenti sul lavoro – sottolinea poi Turchetti – continuano a verificarsi nonostante protocolli e norme per contrastarli. E a mettere a repentaglio la vita delle persone è la corsa al profitto, pregiudicando la qualità della vita del lavoratore e della famiglia. Nonostante questo le istituzioni continuano ad essere in ritardo nel sanzionare le aziende che non applicano le misure di sicurezza. Nonostante questo, gli ispettori presenti sul territorio sono ancora pochi, anzi pochissimi. Per questo le aziende che non le rispettano non devono partecipare agli appalti pubblici, né tantomeno ai prossimi bandi del Pnrr”.

“Infine – ha evidenziato il segretario generale della Uil di Viterbo – le aziende che volontariamente non garantiscono le misure di sicurezza, manomettendo anche i mezzi di lavoro, compiono un vero e proprio omicidio. E l’unico modo per contrastare questi atteggiamenti è introdurre, come ormai si chiede da più parti, il reato di omicidio sul lavoro”.


Lavoro

Lavoro


Intanto, ieri in giornata, l’Inail ha pubblicato i dati riguardanti morti e infortuni sul lavoro nei primi 10 mesi di quest’anno. Sono 909 i morti e quasi 600mila gli infortunati sul lavoro, (+32,9 rispetto allo stesso periodo del 2021). 50mila invece le malattie professionali denunciate (+10% rispetto allo stesso periodo del 2021). “Un quadro – ha concluso infine Giancarlo Turchetti – che si aggrava mese dopo mese e che mostra un trend in crescita costante. La componente femminile, rispetto a quella maschile, è quella che registra l’incremento maggiore di denunce di infortunio (+54% contro +21%). E sebbene tra le denunce di infortunio si registri un +17,7% di quelle in itinere, quelle in occasione di lavoro sono le più frequenti e in maggiore aumento percentuale rispetto al 2021 (+35,4%)”.

Daniele Camilli


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