Viterbo – “Nocciole al posto di ulivi di elevato pregio, da considerare vere eccellenze della produzione locale, a volte anche contraddistinte dai marchi di produzione”. A lanciare l’allarme è la soprintendente Margherita Eichberg che, con una lettera inviata alla regione Lazio, alla provincia di Viterbo e a tutte le amministrazioni comunali dell’area metropolitana di Roma e della Tuscia, sottolinea come nelle aree di “rilevanza paesaggistica” l’espianto degli ulivi e la loro sostituzione con le piante di nocciole debba essere sottoposto alla “autorizzazione paesaggistica di cui all’art. 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio”.
La soprintendenza mette dunque mano ai noccioleti che da qualche anno si starebbero espandendo in diverse zone della Tuscia.
Viterbo – La soprintendente Margherita Eichberg
“Questa Soprintendenza – scrive Eichberg nella lettera inviata a regione, provincia e comuni – ha rilevato in particolare come in diverse zone del territorio alla tradizionale coltura dell’olivo con specie autoctone di elevato pregio, da considerare vere eccellenze della produzione locale, a volte anche contraddistinte dai marchi di produzione Dop, Doc, Docg, vengano spesso sostituiti impianti di noccioleto, essenze comunque non autoctone e palesemente non storicizzate. Tali colture, oltre a comportare rischi per le produzioni locali di eccellenza, adducono una inevitabile alterazione dei caratteri identitari del paesaggio agrario e fondiario”.
Non solo, ma la soprintendente ricorda anche “quanto già chiarito nella circolare n. 42/2017 di questo Ministero (applicativa del D.P.R. 31/2017), che in merito al punto A.14 e alla sostituzione di alberi ha precisato che: ‘non si può non fare riferimento al principio della «lieve entità» e della «non rilevanza paesaggistica degli interventi», con evidente opportunità che nei casi dubbi il richiedente, per precauzione, presenti una richiesta di autorizzazione paesaggistica semplificata’”.
Noccioleto
“Si sottolinea inoltre – prosegue la lettera – che, nei casi in cui l’intervento ricada in aree classificate come ‘paesaggio agrario di rilevante valore’ e ‘paesaggio agrario di valore’, ‘non è ammessa l’avulsione di impianti colturali arborei con valore tradizionale tipici della zona’. Tale indicazione assume valore prescrittivo nel momento in cui le aree interessate agli interventi di cui in oggetto siano sottoposte a vincoli di carattere paesaggistico”.
Per tutte queste ragioni, la soprintendenza ritiene dunque che per “gli interventi di cui in oggetto” sia “indispensabile l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’art. 146 del Codice”.
Viterbo – Paolo Piacentini, Famiano Crucianelli e Roberto Mancinelli
Ieri nell’aula blu di agraria all’università degli studi della Tuscia si è inoltre tenuto un incontro dal titolo “Gli ulivi patrimonio della Tuscia“. Ad intervenire, il presidente del biodistretto della via America, Famiano Crucianelli, Danilo Monarca, direttore del dipartimento Dafne dell’Unitus, Roberto Mancinelli, professore e agroecologo, e Paolo Piacentini, esperto nazionale di cammini e turismo lento.
“Cancellare gli ulivi dal nostro territorio – sta scritto in una nota del Biodistretto della via Amerina -, trasformare le nostre terre in una monocultura è una scelta grave e irresponsabile. L’ulivo è il simbolo più prezioso della nostra biodiversità. È una pianta antica che dà molto e chiede poco, è un patrimonio economico, una ricchezza e una bellezza straordinaria dei nostri paesaggi, è sempre stato sin dai tempi antichi un investimento sul futuro. Malgrado gli appelli di tanti a cominciare dalla Soprintendenza, sull’altare degli interessi particolari di pochi, è continuata e continua l’espianto degli ulivi. Il Biodistretto della via Amerina e delle Forre chiede alle autorità politiche, istituzionali e alla società civile di fermare questa distruzione irresponsabile di un bene comune dei nostri territori e delle nostre comunità”.
Sempre in una lettera, questa volta a firma del presidente del biodistretto Crucianelli, indirizzata all’assessora all’agricoltura della regione Lazio, Enrica Onorati, si chiede “una moratoria a tutte le autorizzazioni al taglio di olivi nell’area Dop Tuscia e in particolare nell’area ricadente nel Biodistretto della Via Amerina e delle Forre”, così come “l’immediata convocazione di un tavolo tecnico che preveda la partecipazione della Fondazione biodistretto della via Amerina e delle forre Ets, della direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e delle organizzazioni di produttori olio extravergine di oliva riconosciute, interessate alla Dop Tuscia e operanti sul territorio”.
Famiano Crucianelli
Infine, sempre la lettera inviata dalla soprintendente Margherita Eichberg a regione, provincia e comuni interessati, si legge anche che “per quanto riguarda gli aspetti della tutela archeologica, si sottolinea che per l’impianto di noccioleti, vigne e altre colture arboree il terreno deve essere sottoposto a lavorazioni assai pesanti, veri e propri scassi che raggiungono una profondità spesso molto superiore al metro, con il rischio di danneggiare gravemente le preesistenze archeologiche eventualmente celate nel sottosuolo e oggetto di tutela ai sensi degli artt. 90-91 del Codice”.
“In tutte le altre aree – conclude inoltre Eichberg – si segnala l’opportunità di comunicare con congruo anticipo la data e la localizzazione degli interventi che comportano scavo e movimentazione di terra oltre la profondità di 50 cm (specialmente per quanto riguarda l’impianto di noccioleti), per consentire alla soprintendenza l’esercizio della sorveglianza e tutela archeologica, e si ricordano le responsabilità e gli obblighi del fortuito scopritore di beni di interesse culturale e l’appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate ai sensi degli artt. 90 e 91 del Codice, nonché le relative sanzioni e pene per i contravventori”.
Daniele Camilli
– Famiano Crucianelli (Biodistretto): “Basta con le nocciole che sostituiscono gli ulivi“



