Viterbo – Non chiamatela notte bianca. Mai nome fu più appropriato. Perché ieri sera l’evento invernale che avrebbe dovuto rivitalizzare il centro storico, e soprattutto le attività commerciali, in crisi permanente ormai da anni, ha invece fallito. Un flop.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – Piazza del comune
A raccontare il fallimento le foto. Foto di musei vuoti, negozi vuoti, piazze vuote e tour delle fontane con presenze che a mala pena hanno superato la manciata di persone. Attorno alle 10 di sera, quando avrebbe dovuto esserci il pienone, trattandosi appunto di un evento “in notturna”, ciò che si vedeva per strada era ben poco. Poche persone. Quanto meno, molto poco per una città capoluogo di provincia che vorrebbe rilanciare economia e turismo. Anche se di turisti, ieri sera, c’era sì e no, l’ombra.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – Uno dei negozi rimasti aperti
Per aria, soltanto le canzoni natalizie della filodiffusione, che avrebbero, al contrario, essere state coperte dal vociare delle persone. Attorno alle dieci, al museo dei portici in piazza del comune, dove c’è una mostra dedicata a Michelangelo, saranno entrate al massimo una decina di persone. Tra le sale di palazzo dei Priori, alla stessa ora, soltanto cinque. Una coppia di anziani e una di giovani con figlio. Tutto il resto era vuoto. Aule che incantavano solo per la bellezza, non per le presenze.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – Il secondo giro delle fontane
Peggio ancora, piazza del comune. Bastava affacciarsi dalle finestre della sala d’Ercole per rendersene conto. Per non parlare poi dei negozi, le attività che avrebbero dovuto beneficiare della serata. Deserti, dentro non c’è praticamente nessuno, se non i dipendenti. Come dicono le foto.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – Corso Italia
Poi gli spettacoli. Poche le persone attorno. A un certo punto, attorno alle dieci e mezza, in piazza delle erbe, passa pure una macchina, costringendo l’artista di strada ad interrompere momentaneamente l’esibizione per lasciarla passare. Altre macchine erano invece parcheggiate lungo la strada, come in via della Sapienza, senza tener conto dei divieti di sosta.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – Il museo dei portici
Infine i commenti, sulla pagina Instagram di Tusciaweb. “E queste sarebbero le fontane illuminate? Che tristezza”. “Non c’era un’anima in giro per Viterbo. Hai distrutto il Natale”. “Non solo non si sapeva nulla, hanno illuminato la fontana del Sacrario che era anche senza acqua”. Ed era senza acqua. “Il centro storico chiuso (piazza Fontana grande) dove era scritto? Chiedo per un’amica… sembra tutto improvvisato”.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – La fontana del sacrario senz’acqua
Dopodiché Facebook. “Un po’ sotto tono questo Natale”. “I negozi sono vuoti di giorno, figuriamoci la notte”. “Bisogna però avere delle attrazioni per le vie della città, fare più pubblicità, fare vivere Viterbo, non solo per Santa Rosa, i giovani scappano perché si annoiano, i grandi vanno a prendere solo freddo, insomma inventarsi qualcosa, le luminarie, dei concerti gospel, dei giocolieri, dei cibi natalizi per le vie, ma sarebbe troppo impegnativo per il sindaco o per la Pro loco, ci sarebbe troppo lavoro, sai il Natale si passa in famiglia, e l’estate ci sono le vacanze, perché impegnarsi con dei concerti e spettacoli?”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il fallimento dell’iniziativa – “Non chiamatela notte bianca”
Articoli: Frontini: “Non chiamatela notte bianca, un regalo alla città…” – Fontane illuminate, negozi e musei aperti ma “Non chiamatela notte bianca”





