Viterbo – Non chiamatela notte bianca – La partenza dal giardino di palazzo dei Priori con un gruppetto di persone
Viterbo – “Un regalo alla città”, così la sindaca di Viterbo Chiara Frontini ha aperto l’iniziativa “Non chiamatela notte bianca”, musei e commercianti del centro storico aperti fino alla mezzanotte per valorizzare la città e rivitalizzare l’economia del centro, depressa ormai da anni per crisi pregresse e Covid appena trascorso.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca – Corso Italia
Il “regalo” è appunto questo, provare a rilanciare il tessuto economico e al tempo stesso quello urbano con la speranza che la gente venga. La prova del nove è dopo le dieci, quando si vedrà se la notte, che non è bianca, ha preso il volo oppure no.
Nel frattempo si parte dalle fontane, tutte illuminate e con l’acqua funzionante. Per la prima volta tutte insieme. “Una prova generale – aveva già detto Frontini durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa qualche giorno fa – per vedere come le fontane funzionano tutte insieme e a pieno regime”.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca
Ci sono poi i musei aperti, quelli con la mostra di Michelangelo a palazzo dei Priori e dei falsi a Valle Faul, così come le sale del palazzo comunale, sempre in piazza del plebiscito.
Invece le fontane attive sono in tutto 8: cortile di palazzo dei priori, piazza delle erbe, sacrario, piazza San Faustino, piazza della Rocca, piazza della crocetta, piazza Dante e fontana grande.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca
“Mettere in rete le fontane con il tessuto sociale e cittadino – ha commentato Frontini – e’ uno dei nostri obiettivi. Per tenere viva e animata la città”.
Il percorso è iniziato, con un gruppetto di persone, dal cortile dei Priori e si concluderà, guidato dalla presidente della Pro loco Irene Temperini e da Vera Anelli, a piazza fontana grande.
Viterbo – Non chiamatela notte bianca
“La fontana si metteva al centro della piazza – ha spiegato Temperini in apertura – perché quello era il centro della vita del quartiere. Perché attorno alla fontana c’era vita”.
Daniele Camilli
Fotogallery: “Non chiamatela notte bianca”




