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Prende il taxi con due etti di hashish, arrestato per spaccio un 22enne

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Caprarola – Giunto in Italia all’età di 9 anni dal Vietnam, un 22enne residente a Caprarola è stato arrestato per spaccio il 14 dicembre a Roma, mentre viaggiava a bordo di un taxi con due etti di hashish nascosti nel giaccone. Sarebbe un corriere della droga tra la Tuscia e la capitale. 

Il taxi, con a bordo l’autista e due passeggeri sui sedili posteriori, è stato fermato da una pattuglia della polizia attorno alle 14,30 di mercoledì scorso in via Squillace angolo via Taurianova, a Roma. 

Il giorno successivo, durante l’udienza di convalida, il giudice Anna Maria Pazienza del tribunale di piazzale Clodio, ha disposto i domiciliari nel centro del Viterbese dove l’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, risulta residente, stabilendo che “nel caso il domicilio si rilevasse non idoneo, lo stesso venga condotto in carcere in attesa che indichi altro indirizzo idoneo per l’esecuzione della misura”.

È stato invece denunciato a piede libero un amico ventenne, italiano, che stava con lui a bordo del veicolo, alla cui guida c’era una tassista 45enne di Fiumicino.


Polizia

Operazione della polizia – foto di repertorio


Profumo di cannabis dai finestrini

Talmente acre e pungente l’odore della droga, che gli agenti hanno sentito chiaramente gli effluvi della cannabis non appena la coppia di passeggeri ha tirato giù il finestrino.


Il 22enne era “alla prova”

Interrogato, il 22enne ha spiegato di essere nel nostro paese da tredici anni, di fare lavori saltuari e di vivere da solo, ammettendo di avere precedenti per droga, l’ultimo dei quali a marzo, e di avere anche iniziato un periodo di messa alla prova.


“Giaccone prestato da un amico…”

L’arrestato avrebbe negato davanti al giudice che la droga fosse sua, dicendo che il giaccone lo aveva preso in prestito da un amico.  

All’interno del capo d’abbigliamento indossato dall’arrestato, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato un quantitativo di 200 grammi di hashish suddiviso in due panetti, custoditi all’interno della tasca destra del giubbotto, oltre alla somma di 100 euro in contanti, custoditi all’interno del marsupio.


Alla guida una tassista 45enne

La tassista 45enne di Fiumicino che era alla guida ha riferito agli agenti di aver prelevato i passeggeri, che avevano prenotato il servizio tramite l’app “chiama taxi”,  in zona Torrevecchia per accompagnarli in via Taurianova.


Droga per quasi tremila dosi

Dalla consulenza tecnica – effettuata dopo l’esito positivo all’hashish del narcotest – è emerso che dalla sostanza sarebbe stato possibile ricavare 73,8 grammi di principio attivo con Thc pari al 38%, per 2952 dosi singole. 


“Nè pentito, né collaborativo”

Per il giudice che ha disposto gli arresti domiciliari – rimarcando il fatto che non si sia “mostrato pentito né ha minimamente collaborato con gli inquirenti per risalire la catena dello smercio illecito ed è prevedibile che l’imputato torni a delinquere”.

Viene quindi sottolineato come il 22enne sia “privo di attività lavorativa stabile” nonché evidentemente “legato ad ambienti criminali nell’ambito del mercato della droga”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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