Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono il signor Osvaldo Santillo e già, in data 08 febbraio 2022, espressi una mia nota di elogio nei confronti del reparto di chirurgia e ambulatorio dell’ospedale Belcolle.
A distanza di poco più di 10 mesi sono imbattuto in una non prevista ricaduta la quale mi ha costretto ulteriormente a essere sottoposto nuovamente a intervento chirurgico all’addome al fine di risolvere un problema non di certo letale ma comunque diventato increscioso.
La ricaduta naturalmente non è da attribuire a colpe da parte di chi ha operato con eccellente professionalità ma è da attribuire alla mia costituzione fisica, la quale nel tempo non ha ben assorbito e sopportato il precedente intervento.
Non vorrei, per l’occasione, apparire ripetitivo nell’esprimermi ma prego tutti voi di comprendere la mia persona la quale ha avuto, per l’occasione, ulteriore conferma di quanta umanità possa aleggiare nei cuori e negli animi di chi si trova nella condizione di alleviare le sofferenze a volte atroci e all’apparenza insormontabili di persone comuni e di ogni fascia di età costrette a ricovero e a successivi provvedimenti.
Il reparto di chirurgia del nosocomio di Viterbo ancora una volta, (ma mai ne ho nutrito dubbi), ha dimostrato alta professionalità e preparazione da parte del personale operante (medici, infermieri, oss e personale ausiliario), reparto che di sicuro ha modo di esprimersi in tal senso grazie alla eccellente direzione del primario professor Lanfranco Martinengo al quale rivolgo il mio più vivo e profondo apprezzamento.
Sento il dovere morale di esprimermi in tal senso dal momento che da tutti, e ribadisco da tutti, ho ricevuto gentilezza, comprensione e tanta carica di umanità in quei momenti durante i quali vivi nella più totale impotenza e senti in cuor tuo una sola sensazione …. una sensazione chiamata ‘paura’. Non si può esimersi dall’esprimersi in tal senso nei confronti di chi con tanta dedizione opera in un ambito a volte e ingiustamente criticato e non compreso.
Ma la mia esperienza non ha avuto modo di terminare dopo la successiva dimissione dal momento che, per impreviste complicanze post-operatorie, mi son visto costretto (ed a tutt’o ancora mi ci vedo), a ricorrere alle amorevoli nonché professionali cure del relativo ambulatorio chirurgico.
Ed è questo il punto che considero più importante di questo mio lungo scritto. La mia più viva gratitudine va ai cari ed affettuosi dottori Leonardo Serafini e Tiziano Fortunati, i quali ancora mi stanno seguendo e curando in maniera che non esagero nel definire commovente.
Due medici che sento di definire angeli viventi, i quali mai mi hanno fatto mancare il loro sostegno né il loro profondo e sincero sorriso rivelatosi il più delle volte molto più efficace di un potente antidolorifico. Grazie ancora dottor Serafini …grazie ancora dottor Fortunati, non potrò che esservene eternamente e sinceramente riconoscente. E poi, come trascurare di ringraziare un uomo speciale, eccezionale e unico di nome Roberto Capalti? Infermiere professionale e responsabile dell’ambulatorio chirurgico il quale mi ha sempre manifestato profondo affetto esprimendosi ad eccellenti livelli nel curarmi e seguirmi come mai mi sarei aspettato. È un uomo che con il suo sorriso incute sicurezza e fiducia, il quale esprime tutta la sua unica bontà con la silenziosa voce dello sguardo che colpisce e penetra nell’animo. Grazie anche a te caro Roberto Capalti e che il Signore Dio possa sempre gratificarti per quanto bene regali a chi vive in sofferenza, preoccupazione e fra le lagrime la sua giornata.
Grazie anche alle tue care colleghe, signora Dolores e signora Patrizia, sempre disponibili a raccogliere le mie giustificate ma a volte assillanti perplessità. Inoltre il mio ringraziamento va alla signora Anna Salza la quale, in qualità di coordinatrice del poliambulatorio, contribuisce in maniera fattiva e costruttiva a far sì che i positivi risultati ottenuti siano questi. Lo dissi nel recente passato ed oggi lo ribadisco: la nostra sanità non è malata ma bensì è sana ed è una sanità nella quale operano uomini e donne, persone come noi, magari umanamente afflitte da problemi familiari e personali ma che non esitano ad accantonare a beneficio di chi in quei momenti necessità di cure, di un sorriso e soprattutto di una parola buona.
Uomini e donne di ogni ordine e grado, sempre in prima linea nel combattere il male nel tentativo di sconfiggerlo ma che vorrei mai venissero giudicate se non sempre riescono nel loro pregevole intento, dal momento che sotto quella divisa che indossano, batte un cuore…un cuore carico di bontà e di umanità il quale mai vorrebbe assistere a sconfitte ma che purtroppo a volte e suo malgrado, deve arrendersi di fronte al volere di quel Dio dal quale noi tutti dipendiamo.
Grazie di cuore a tutte e tutti voi.
Osvaldo Santillo
Racconta la tua storia – le storie dei lettori
Chiediamo a tutti i lettori di raccontare ogni storia che sia interessante giornalisticamente.
Storie drammatiche o divertenti. Storie che commuovono o fanno sorridere. Storie di gioia o di dolore. Storie che fanno riflettere. Storie che sono ricordi di una vita. Storie, che vale la pena di raccontare, di vittorie e sconfitte che vi vedono come protagonisti.
Storie di sogni realizzati o di cocenti rese alla vita. Storie normali di vita quotidiana vostre, dei vostri familiari, dei vostri amici.. Storie che spesso si raccontano tra amici, ma che abbiano un valore paradigmatico. E possano essere interessanti per tutti. Insomma raccontante le vostre storie a Tusciaweb.
Storie di lavoro, sanità, istruzione, sport, vita quotidiana. Cerchiamo qualsiasi racconto positivo o negativo che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia.
E’ importante che le storie siano sviluppate in maniera ottimale sia sul piano del racconto che su quello della scrittura.
Basta scrivere la propria storia e inviarla assieme ad alcune foto da voi realizzate e non coperte da copyright, facendo riferimento all’iniziativa “Racconta la tua storia”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico.
Insieme potremo fare un giornale sempre più efficace e potente al servizio dei cittadini della Tuscia. I materiali inviati non vengono restituiti e divengono di proprietà della testata. Le storie più significative verranno pubblicate.
Tutti i materiali inviati alla redazione, attraverso qualsiasi forma e modalità, si intendono utilizzabili in ogni forma e modo e pubblicabili. I materiali non vengono restituiti. Le foto verranno marchiate con “Tusciaweb copyright”. Le foto non devono essere coperte da copyright.
Tutto va inviato da una mailbox non anonima (per esempio: @gmail.com, @libero.it, hotmail.it…). E quindi o pec o con suffisso di un dominio. Questo per elementari ragioni legali e possibilità di individuare chi ha veramente inviato l’email. In ogni comunicazione inoltre va inserito nome, cognome e un numero telefonico di riferimento che identifichino chi ha inviato la nota e chi ne è il responsabile. Va anche inserita copia di un documento di identità.
Tusciaweb non ha nessun obbligo di pubblicazione. Tusciaweb è a disposizione di terze parti che vogliano replicare a quanto segnalato e raccontato.
Puoi inviare foto, video e la tua storia contemporaneamente a redazione@tusciaweb.it e redazione.tusciaweb@gmail.com.
Puoi anche usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo.
