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Viterbo – “Salvatore è stato un uomo che ha vissuto nell’impegno, nell’onestà e nella generosità”. Così don Pino ha salutato il medico e l’amico, Salvatore Canta, scomparso all’età di 72 anni. Oggi pomeriggio i funerali nella chiesa di Santa Maria della Grotticella a Viterbo, la città dove, all’ospedale di Belcolle, Canta ha esercitato la sua professione.
Tantissime le persone che si sono strette attorno alla moglie Serenella, ai figli Giulia e Giovanni, al genero Riccardo e al nipote Matteo.
“Salvatore è stato un amico sincero, vero – ha ricordato don Pino. Assieme a lui, a celebrare la messa, anche don Dante della chiesa di Sant’Andrea a Pianoscarano, quartiere all’interno delle mura cittadine -. Ci siamo conosciuti sul campo di calcetto, lui era uno sportivo. Poi abbiamo iniziato a frequentarci e la nostra amicizia è cresciuta di giorno in giorno. Salvatore era una persona buona, con quello spirito napoletano che sempre vantava nella sua vita“.
”L’amicizia che ci legava – ha poi proseguito don Pino – era sempre un punto di riferimento. Salvatore era sempre pronto a dare una mano e a venire incontro alle persone”.
Fino alla fine, quando, nonostante la malattia, come ha ricordato lo stesso don Pino, avrebbe voluto collaborare mettendosi a disposizione per le vaccinazioni anti Covid in corso nel centro allestito negli spazi della parrocchia di Santa Maria della Grotticella.
”Un giorno gli parlai di un’opera buona, in un monastero – ha ricordato il sacerdote durante l’omelia -. Le monache erano due inverni che stavano al freddo, e portavano sempre una coperta sulle spalle. Salvatore, insieme a gruppo di amici, ha rifatto l’impianto rimettendolo a nuovo”.
“Questo era Salvatore, nella sua umanità. Aveva un senso innato per mettersi a disposizione degli altri. E il bene che ha fatto – ha concluso infine don Pino – gli aprirà le porte del Paradiso. Per la sua umanità”.
Daniele Camilli
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