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Sarà un vescovo nuovo e… inaspettato!

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Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti


Viterbo – Sarà un vescovo nuovo e inaspettato! Il primo incontro con Orazio Francesco Piazza è stato bello e affascinante. Mi sono trovato davanti un tipo di prete nuovo. Un prete conciliare, giovanneo, montiniano e nel segno di Francesco. Non l’avevo mai visto un prete così e tanto meno un vescovo così. Anzi no, l’ho visto, ma si trattava di un altro mondo religioso, di una temperie culturale altra. Radicale e radicalissima. Erano i miei preti.

Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti


L’unico “modello” paragonabile che mi viene in mente, dopo il colloquio con Piazza, sono i vescovi e preti latinoamericani della teologia della liberazione o alcuni sacerdoti operai e contadini italiani, che mi è capitato di incrociare. Ricordo in particolare un vescovo brasiliano, Waldyr Calheiros Novaes. “Defensor dos trabalhadores”, come lo definiva la stampa latinoamericana. Lo incontrai in una riunione della Rete Radié Resch, a Rimini. Molti anni fa. Ecco, la sensazione è stata di rivedere, sul piano strettamente antropologico e dello stile pastorale, ma non certamente ideologico, Calheiros.

Ripeto, non sul piano ideologico, ma umano e pastorale. Questo per non fare semplificazioni stupide e annessioni ideologiche inesistenti. Ma, insomma, se dovessi dire, fatte le debite distinzioni, Piazza mi è sembrato fatto della pasta d’uomo di Calheiros. Certo uno piantato nel suo povero Brasile, tra i suoi trabalhadores e al centro della teologia della liberazione. Piazza piantato in Italia, nella sua Campania, nella sua amata Sessa Aurunca e nella chiesa di questa nazione. Mondi diversi ma atteggiamenti simili e modalità simili.

Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti


E si tratta di vescovi e quindi anche di due grandi intellettuali. E Piazza è un grande intellettuale. E al primo incontro ci siamo scambiati, come si usa, libri. Meraviglioso. I libri sono l’essenza dell’umanità. E ci siamo scambiati frammenti delle nostre storie, la mia piccola, la sua forte e interessante, sul piano umano e intellettuale. “Ho donato la mia biblioteca di un 11mila volumi che avevo a Sessa Aurunca, ora con i tuoi inizia una nuova biblioteca”, mi ha rivelato quasi in confessione. E allora come non ricordare a tal proposito lo stesso gesto, impossibile e impensabile per un intellettuale, di san Domenico che decise di vendere i suoi libri per dare il ricavato ai poveri. Un gesto incredibile che non sono riuscito mai a concepire. Ma questi son preti, chi li capisce?

Ma non è ancora tutto. Nel segno di Francesco, il papa, Piazza mi si è rivolto dicendo: “Vedi Carlo…”. Con il tu, come ci fossimo conosciuti da sempre. Come un fratello che incontra un fratello, dopo anni di vite vissute separate. E con quel “vedi Carlo…”, Orazio Francesco non fa che il suo mestiere: trasmettere con le sue parole, e toccandoti il braccio, tutta la sua effervescente e campana umanità. Crea subito un ponte, anche se sta parlando con un laico ateo. Anche se è sideralmente distante da te per formazione, convinzioni profonde, ideologia e religione. Ti trasmette la sua gioiosa umanitas. Senza barriere e salamelecchi, inutili. Un prete di nuovo stampo, dicevo. Questo senza deflettere dalle sue convinzioni, dalla sua dogmatica, dal suo collarino tremendamente da prete. 

Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti


Un mio caro amico, Michele Ranchetti, storico della chiesa e intellettuale altissimo, ricordo solo che ha stilato per i Meridiani l’edizione critica della Bibbia di Diodati, scrisse un piccolo libro dal titolo meraviglioso Gli ultimi preti. Parlava di don Lorenzo Milani, David Maria Turoldo, Ernesto Balducci… Preti che erano pure dei toscanacci e grandi intellettuali.

Era un libro che voleva dirti che di preti di quello stampo non se ne fanno più. Michele, a cui ho voluto bene, penso – oggi – si sia in parte sbagliato. Preti di quello stampo non se ne fanno più. È vero. Ma forse il concilio, Giovanni XXIII, Paolo VI e papa Francesco, pur con i loro limiti, hanno creato un nuovo stampo di prete. E da quello stampo è venuto fuori questo nostro nuovo vescovo di Viterbo, Piazza, credo. E spero proprio di non sbagliarmi. Vedremo. Ma intanto ieri, debbo dirlo e voglio dirlo, ho incassato un bell’incontro e per giunta inaspettato. Fatto di esuberante gioia di vita, di dialogo, di condivisa umanità. Pur nella differenza. Soprattutto nella differenza. Bene. Anzi benissimo.

Carlo Galeotti

Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

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